La riforma prevista dal ministro per lo Sport Andrea Abodi, con l’introduzione di una nuova agenzia che si sostituisca alla Covisoc nel controllo dei bilanci dei club professionistici, ha dato via a un nuovo grande scontro nel mondo del calcio. La preoccupazione principale è che un organismo di espressione politica possa stabilire chi sia in grado o meno di iscriversi ai campionati.
Con la Covisoc in “pensione” e con una nuova agenzia composta da 30 membri e dal costo di 2,5 milioni di euro annui, si rischia di portare fuori dal mondo dello sport quello che fin qui è stato un intoccabile diritto di autodeterminazione. La diatriba ha già valicato i confini nazionali e in poco tempo è diventata addirittura internazionale.
Infatti, dell’intera questione sono state informate la UEFA e la FIFA, rispettivamente organi di governo del calcio europeo (il primo) e del calcio mondiale (il secondo). Entrambi gli enti sono da sempre molto attenti alle ingerenze della politica nello sport più amato del mondo e da parte loro filtra parecchia preoccupazione per il caso italiano.
Chi a Nyon e Zurigo ha ricevuto informalmente la prima bozza – scrive La Repubblica – ha decisamente storto il naso. Ovviamente però per decidere se prendere una posizione ufficiale si aspetteranno atti formali, nonostante le parti rimangano pronte a intervenire. Il calcio spera di trovare a quel livello un alleato.