Da Lipsia a Dortmund: i segreti delle città “italiane” a EURO 2024

Tutto quello che c’è da sapere sulle città che accoglieranno l’Italia nella fase a gironi della competizione che si disputerà questa estate in Germania.

Dove gioca Italia EURO 2024
(Foto: Claudio Villa/Getty Images)

Nella prima fase di EURO 2024 l’Italia affronta l’Albania a Dortmund (15/06), la Spagna a Gelsenkirchen (20/06) e la Croazia a Lipsia (24/06). Tre stadi leggendari, tre città straordinarie di cui l’Ente Nazionale Germanico per il Turismo ha voluto presentare il volto meno conosciuto: Lipsia (Sassonia), che diede il “calcio d’inizio” alla rivoluzione pacifica che nel 1989 portò al crollo del Muro di Berlino, è anche una città di ricchissima tradizione musicale, mentre Dortmund e Gelsenkirchen (Renania Settentrionale-Vestfalia) sono straordinari monumenti di storia industriale, vere e proprie “miniere”, non di carbone ma di cultura.

Dortmund: tra calcio, birrifici e monumenti industriali

Oltre a Italia-Albania il 15 giugno, il BVB Stadion Dortmund (chiamato anche Signal Iduna Park per ragioni di sponsorizzazione) ospiterà le partite del 18, 22, 25, 29 giugno e 10 luglio. Lo stadio del Borussia Dortmund (81.000 posti a sedere) è il primo della Germania e il settimo d’Europa per grandezza. Un vero must per gli appassionati: il Museo nazionale del Calcio (German Football Museum) con moltissimi cimeli storici del calcio tedesco e internazionale come il trofeo della Champions League, e ampio spazio dedicato alla nascita e allo sviluppo del calcio femminile.

Di Dortmund si conoscono perlopiù le miniere di carbone, le acciaierie e i birrifici, ma in realtà la città più grande della Ruhr ha una storia molto antica: Throtmannia, infatti, venne fondata nell’882 d.C. e fu un fiorente centro commerciale fino a metà Ottocento, quando subentrò rapida l’industrializzazione. Con la successiva chiusura di miniere e impianti siderurgici ha poi saputo reinventarsi brillantemente come polo universitario e centro tecnologico d’avanguardia specializzato in nanotecnologie per le scienze mediche, e oggi è anche una straordinaria oasi verde: metà del suo territorio è coperto da boschi, fiumi e laghi, campagne e splendidi parchi come il Westfalenpark e il Rombergpark.

I suoi paesaggi urbani includono anche molti monumenti industriali “riconvertiti” come la skywalk a Phoenix West: l’originale passeggiata su quelle che erano le condotte del gas a 26 metri d’altezza nel vecchio impianto siderurgico regala una vista spettacolare sulla città. Lo specchio d’acqua ai suoi piedi è il Phoenixsee, con locali e ristoranti in lungolago e un bel percorso ciclopedonale (3,2 km) tutt’intorno.

Dortmund Phoenix Lake © GNTB Roland Goreki

Fra i simboli della città vi sono la torre della televisione Florian Tower (219 m) con terrazza panora­mica, e la Dortmunder U, l’ex birrificio dal gigantesco logo a U dorato che oggi, come centro culturale, ospita anche il Museum Ostwall e la sua collezione d’arte moderna con prestigiose opere di Chagall, Klee e Picasso. Fra i musei più originali di Dortmund vi è anche il DASA, premiato già nel 1996 come miglior museo delle nuove tecnologie e dell’industria in Europa (superficie espositiva: 13.000 mq) con mostre incentrate sul mondo della sicurezza e della salute sul lavoro. Fra i luoghi più pittoreschi, infine, vi sono i quartieri Kreuzviertel, Kaiserviertel e Saarlandstraße con ristoranti, birrerie, localini e negozietti originali, e il porto fluviale sul canale Dortmund-Ems che collega la città al Mare del Nord.

Gelsenkirchen, dalle miniere di carbone alle miniere di cultura

La Veltins-Arena (o Arena AufSchalke) di Gelsenkirchen ospiterà la partita della nazionale italiana il 20 giugno contro la Spagna, e sarà teatro di altri incontri il 16, 26 e 30 giugno. “Casa” del leggendario FC Schalke04, la grande squadra fondata nel 1904 di cui ospita anche il museo, lo stadio con oltre 60.000 posti a sedere inaugurato nel 2001 si distingue sia per la copertura retrattile, che garantisce condizioni di gioco ottimali anche in situazioni metereologiche difficili, sia per il campo di gioco retrattile, in grado di scivolare sotto la struttura dello stadio in meno di 4 ore, in modo da non danneggiare l’erba durante i concerti e gli altri eventi non sportivi.

Come altri centri della regione della Ruhr, anche Gelsenkirchen si è sviluppata rapidamente nel XIX secolo trasformandosi da centro agricolo in città votata all’industria carbonifera e metallurgica, tanto che le sue ciminiere sempre attive le valsero il nome di “città dai mille fuochi”. Dopo la chiusura dell’ultima miniera di carbone, nel 2000, ha scelto di valorizzare il suo passato minerario in chiave green trasformando, ad esempio, luoghi quali le discariche minerarie Rheinelbe e Rungenberg in due siti di particolare importanza paesaggistica e culturale, tappa della Strada della Cultura industriale della Ruhr che proprio quest’anno celebra il 25° anniversario della sua istituzione.

(Foto: Christof Koepsel/Getty Images)

Per conoscere la città e i suoi tesori si può partire dal Nordsternpark, vecchio complesso minerario riconvertito in parco grazie alla Mostra nazionale di floricoltura e giardinaggio: il “Bundesgartenschau 1997”, infatti, lo arricchì di percorsi ciclopedonali e palestre di roccia, di un anfiteatro per concerti open-air con oltre 6.000 posti in piedi e di un moderno ponte ciclopedonale appeso a due giganteschi archi rossi sul canale Reno-Herne, e di belle vedute dall’alto dei suoi 36 metri.

Sul canale è rinato come porticciolo turistico anche l’ex scalo mercantile Graf Bismark Hafen, vicino al quale si trova oggi un grande parco molto amato dalle famiglie: lo Zoom Erlebniswelt con paesaggi e animali di varie regioni del mondo, dall’Alaska all’Africa e all’Asia. A “misura di bambini” è anche il moderno museo del Rinascimento con sede in uno degli edifici più antichi della città, il Castello di Horst. Il fascino di Gelsenkirchen, gastronomia regionale e shopping inclusi, si ritrova poi sulla Bochumer Straße e nel quartiere di Buer, con il bel castello di Berge dai giardini alla francese e la chiesa di S. Urbano.

Lipsia, città della musica immortale e del grande sport

Lo stadio di Lipsia è la RedBull Arena (42.500 posti a sedere), uno dei gioielli dell’architettura sportiva tedesca e campo di casa del RB Leipzig, dove si giocheranno la partita dell’Italia il 24 giugno e gli incontri del 18 e 21 giugno e del 2 luglio. Oltre allo SportMuseum con la sua ricchissima collezione di oltre 90.000 cimeli storici (ingresso gratuito), nello Sports Forum, l’area dello stadio, si trova anche una tappa dell’itinerario Sports Route, che presenta Lipsia come “città dello sport” con la storia e lo sviluppo delle varie discipline e i loro luoghi-simbolo, come il primo archivio sportivo tedesco. Il Canoe Park Markkleeberg, invece, è un paradiso per gli appassionati di sport d’acqua bianca, un impianto fra i più moderni al mondo, paragonabile tecnicamente ai percorsi olimpici di Londra, Tokyo e Sydney.

Lipsia, dove nel 1900 nacque la Federcalcio tedesca, è una città poliedrica e vibrante di vita, musica e cultura. Importante centro fieristico e tecnologico d’avanguardia, si distingue anche per gli oltre 50 musei e prestigiose collezioni quali la Galleria d’arte contemporanea di Villa Herfurth, il Centro d’arte contemporanea nel vecchio cotonificio Spinnerei Leipzig, con 11 gallerie d’arte, un centinaio di atelier, negozi e tipografie, il Museo Grassi, uno dei principali musei d’Europa per il design e le arti applicate, il Museo di Belle Arti con capolavori del XV-XXI secolo e il Museo civico, che include anche una speciale sezione per i bambini, il monumento alla battaglia di Lipsia (1813) e la casa di Schiller.

(Foto: Frederic Scheidemann/Getty Images)

Parlando di musica, l’Opera e l’Orchestra Gewandhaus di Lipsia sono famose in tutto il mondo, come i grandi compositori che qui vissero e lavorarono, quali (ma non solo!) Bach, Grieg, Schumann e Mendelssohn: a tutti loro sono dedicati i tour del Leipzig Music Trail, vari percorsi che collegano i “luoghi” dei più famosi compositori classici di casa qui, tra cui il Museo di Bach, la casa di Mendelssohn, la casa di Schumann e molti altri. Fra le attrazioni più amate dalle famiglie vi sono lo Zoo di Lipsia, uno dei più moderni e famosi del mondo con le sue 6 “regioni” piene di avventure e ben 850 specie animali, e i treni storici a vapore a scartamento ridotto, un ottimo mezzo per visitare la regione dall’Elba alla cima dei Monti Metalliferi in modo originale e divertente.

I trasporti ecologici e gratuiti

Grazie al biglietto integrato frutto dell’accordo tra l’UEFA e l’associazione delle aziende di trasporto tedesche VDV, chi si reca allo stadio per assistere alle partite può viaggiare in modo ecologico e gratuito sui mezzi pubblici locali (bus e treni inclusi) delle città ospitanti per 36 ore, dalle 6 del giorno dell’incontro fino alle 18 del giorno successivo.