Il PSG dice addio al Parco dei Principi: è scontro col Comune di Parigi

Continua il botta e risposta a distanza fra il presidente del club, Nasser al Khelaifi, e l’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Anne Hidalgo.

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Nasser Al Khelaifi (Photo by JULIEN DE ROSA/AFP via Getty Images)

Dopo la chiusura netta della sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, su una possibilità vendita del Parco dei Principi al PSG, e la risposta del presidente del club, Nasser Al Khelaifi, non si placa il botta e risposta che vede al centro lo stadio cittadino dove attualmente gioca la formazione di Luis Enrique.

Proprio da Parigi, dove Al Khelaifi ha preso parte al comitato esecutivo della UEFA, il numero uno del PSG ha detto la sua sulla situazione legata al Parco dei Principi: «Per noi ora è più facile, sappiamo cosa vogliamo. Ogni discorso relativo a quello stadio è finito». Il club, comunque, continuerà a portare avanti le varie opzioni per dotarsi di uno stadio di proprietà così da continuare la sua crescita verso l’élite del calcio europeo.

Parole che hanno creato una certa irritazione all’interno dell’amministrazione comunale della capitale francese, come riporta il quotidiano Le Parisien, che riporta una dichiarazione di un funzionario rimasto anonimo: «Quando Al-Khelaifi dice che hanno perso otto anni, è falso. Abbiamo lavorato con loro per quasi tre anni per espandere la capienza dello stadio. Eravamo favorevoli. Ma a quel tempo non si trattava di vendere. I dirigenti del club ci hanno detto soltanto che dal 2022 avrebbero voluto acquistare lo stadio».

Richiesta che è stata seguita da un’offerta di 38 milioni di euro da parte del club. Cifra che non è stata ritenuta sufficiente dal comune parigino, che aveva in mente un importo con uno zero in più. «Ci sono regole da rispettare e il presidente del PSG non sembra capirle – ha riferito un altro funzionario -. Non sussistono le condizioni per la vendita del Parco dei Principi, vista la composizione del Consiglio. E anche nell’ipotesi di un cambiamento nel 2026, non è detto che la situazione sarà diversa».