Bonucci: «Voglio tornare alla Juve come allenatore. Fui vicino al Real»

Il difensore italiano non scenderà in campo con l’Union Berlino nella sfida contro il Real Madrid in quella che «sarebbe stata la mia ultima partita in Champions League».

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Leonardo Bonucci (Foto: Francesco Pecoraro/Getty Images)

Leonardo Bonucci ha deciso di trasferirsi in Germania per la sua prima esperienza all’estero come calciatore. Decisione presa anche per la partecipazione dell’Union Berlino alla Champions League, che oggi vedrà la squadra scendere in campo contro il Real Madrid. Sarà l’ultima gara dei tedeschi nella massima competizione europea, ma con la possibilità di centrare il terzo posto che garantirebbe l’accesso all’Europa League, a patto di superare il Real di Carlo Ancelotti.

Il difensore ex Juventus non sarà della partita a causa di un infortunio per quella che «molto probabilmente sarebbe stata la mia ultima partita in Champions League», ha ammesso in una lunga intervista al quotidiano spagnolo Marca. Tanti i temi toccati da Bonucci, con particolare attenzione al suo passato in bianconero e al suo futuro quando deciderà di ritirarsi e che lo potrebbe portare di nuovo a vestire bianconero, ma questa volta da allenatore.

«È uno dei miei obiettivi – ha ammesso Bonucci -. Voglio fare l’allenatore e se riuscissi a diventarlo nell’élite, la Juve è uno dei club che mi piacerebbe allenare. La Juventus è una parte cruciale della mia vita. Sono grato ad Andrea Agnelli, Marotta, Paratici, Nedved, un riferimento silenzioso. E all’allenatore che più mi ha cambiato e aiutato a crescere: Antonio Conte».

«Ancelotti è un esempio se vuoi fare l’allenatore – ha continuato Bonucci -. Non ho avuto la fortuna di averlo come allenatore, ma ho sentito tanti giocatori parlare molto bene di lui. L’ho visto più da vicino al Napoli e penso che chiunque sia stato allenato da Carlo abbia avuto la fortuna di imparare molto. Quando sei un allenatore vincente per 20 anni non è un caso. C’è del valore umano, oltre a quello tattico. Questa è la sua grandezza».

Sul suo addio dell’estate scorsa: «Oggi sono più sereno, sicuramente meno arrabbiato per quello che è successo. Bisogna andare avanti. Il mio passato alla Juve è stato meraviglioso. Volevo chiudere la mia carriera alla Juve, purtroppo non è stato possibile. Sono fiducioso di aver dato sempre il massimo, ho sempre cercato il massimo per la squadra. Ogni settimana parlo con molti dei miei ex compagni. Ciò fa capire che ero una persona importante nello spogliatoio: amicizia con i veterani e riferimento per i giovani».

Infine, un aneddoto che riguarda il suo recente passato che lo aveva visto a un passo dal Real Madrid: «Ero molto vicino, mancava poco. Era l’estate del 2017, dopo che ci batterono in finale a Cardiff. Le trattative tra il mio agente e il Real Madrid si sono intensificate molto. Ma non si è riusciti a trovare una chiusura. Alla fine hanno cercato un giocatore più giovane e non un trentenne. È stato bello, anche se non si è concretizzata la trattativa. Ho grandissimo rispetto e ammirazione per il Real».