Derby cedole-dividendi: da Intesa a Stellantis, ecco chi paga di più del Btp

Gli ultimi mesi del 2023 e le politiche economiche dell’anno prossimo fanno volare settore bancario e utilities sopra il rendimento del titolo di Stato.

stellantis
(Foto: ufficio stampa Stellantis)

Un fine anno molto redditizio per le Borse mondiali che da fine ottobre hanno alzato i giri del motore e sono arrivate a performare fino a portare a un rialzo dell’8%. Basti pensare come la cedola del Btp a 10 anni toccasse il 5%, il massimo dal 2012. A favorire questo scatto in avanti è sicuramente il rapido calo dell’inflazione verso il target delle banche centrali, senza ovviamente dimenticare da un lato il picco dei tassi di interesse e la decisione presa da FED e BCE di effettuare i primi tagli nel corso del 2024.

Come riporta L’Economia del Corriere della Sera, mentre le Borse salgono, altrettanto velocemente scendono i rendimenti dei titoli di Stato: quasi 100 punti base per il Btp a 10 anni, oltre 70 per il T-Bond sempre sulle scadenze lunghe. In questo contesto gli investitori iniziano a riorganizzare il portafoglio per il 2024 e non possono che mettere nel mirino le società esposte al ribasso del costo del denaro e quelle che offrono rendimenti del dividendo interessanti. Non sono poche le aziende che presentano entrambe le caratteristiche, soprattutto a Piazza Affari.

In questo elenco rientrano settori come utilities ed energia che sono i più sensibili, ma anche il comparto bancario e assicurativo, possono dare soddisfazioni ai propri soci. La cedola media di Piazza Affari ha superato quella del Btp. Secondo le stime di consensus, l’indice rende in media, il 4,2% rispetto al 3,8% del titolo di Stato. Ovviamente si tratta di un confronto limitato alla prossima distribuzione e che non tiene conto della volatilità della Borsa. La prossima primavera con molta probabilità a festeggiare saranno i soci delle principali banche italiane, da Intesa Sanpaolo a Banco Bpm, passando per Bper Banca. Tutte azioni con cedole ben superiori al 6%. Il titolo di Stato a 10 anni rende poco più della metà, quello con scadenza a 2 anni, meno della metà.

Dietro alle banche è presente anche Stellantis, appena sopra la soglia del 6%. Poi il settore utilities con Enel ed Eni, nonostante il prezzo del petrolio quest’anno abbia subito un forte calo proprio del 6%. Infine fra i titoli ad alto rendimento c’è Snam, che grazie alla generosa cedola potrebbe essere riscoperta dal mercato, considerato che da inizio anno si muove intorno alla parità.

I dividendi più alti a Piazza Affari – L’elenco dei titoli più redditizi

Ma eccolo l’elenco dei titoli presenti a Piazza Affari che avranno un rendimento delle cedole che supera, al momento, il rendimento dei titoli di Stato, secondo le stime di consensus per l’esercizio 2023. Giugno 2024 per Mediobanca. Le cifre sono al netto della tassazione, che equivale al 26% sulle azioni e al 12,5% sui titoli di Stato.

  • Intesa Sanpaolo – 8,3% rendimento dividendo netto;
  • Mediobanca – 6,9%;
  • Bper Banca – 6,5%;
  • Banco Bpm – 6,3%;
  • Stellantis – 6,2%;
  • Unipol – 5,4%;
  • Poste Italiane – 5,4%;
  • Banca Mediolanum – 5,1%;
  • Azimut Holding – 5,1%;
  • Enel – 4,9%;
  • Banca Generali – 4,8%;
  • Italgas – 4,8%;
  • Assicurazioni Generali – 4,8%;
  • Eni – 4,6%;
  • Snam – 4,5%;
  • UniCredit – 4,4%;
  • Fineco Bank Banca Fineco – 4%;
  • Btp 10 anni – 3,8%;
  • Iveco Group – 3,5%;
  • Terna – 3,4%;
  • Hera – 3,3%;
  • Pirelli & C. – 3,3%
  • Btp 5 anni – 3,2%;
  • Btp 2 anni – 3,1%;
  • Inwit – 3,1%;
  • CNH Industrial – 3,1%;
  • A2A – 3%;
  • ERG – 2,9%;
  • Tenaris – 2,9%;
  • Recordati – 2,1%;
  • Moncler – 1,5%
  • Prysmian – 1,5%;
  • Leonardo – 0,8%;
  • Amplifon – 0,7%;
  • DiaSorin – 0,7%;
  • Interpump Group – 0,6%;
  • MPS – 0,5%;
  • Davide Campari – 0,5%;
  • Ferrari – 0,5%;
  • Stmicroelectronics – 0,4%.