Serie A in assemblea per i diritti tv 2024-2029: oggi la decisione dei club

Si potrebbe chiudere oggi la partita per i diritti tv del campionato fino al 2029. Assegnazione ai broadcaster o si procederà con il canale di Lega.

Serie A autonomia Premier
(Foto: Nicolò Campo / Insidefoto)

Si potrebbe concludere oggi la grande partita con in palio i diritti tv delle prossime cinque stagioni del campionato di Serie A. Si tratterà di una fase sicuramente decisiva, con fischio d’inizio previsto per le ore 11.30 negli uffici milanesi della Lega, in via Rosellini. Le offerte dei broadcaster interessati alla trasmissione del campionato scadono oggi e a partire da domani non saranno più valide.

Serie A decisione diritti tv – Le offerte dei broadcaster

DAZN e Sky sono in corsa per mantenere una suddivisione dei pacchetti praticamente identica a quella attuale. La piattaforma di sport in streaming e la pay-tv di Comcast avrebbero presentato offerte per complessivi 900 milioni di euro a stagione fino al 2028/29, così suddivise:

  • DAZN – 700 milioni di euro a stagione per tutte e dieci le partite di ogni giornata di Serie A, di cui sette in esclusiva;
  • Sky – 200 milioni di euro per tre partite in co-esclusiva, che includeranno molti più big-match rispetto all’accordo attuale.

Nel caso di DAZN è previsto anche un sistema di “revenue sharing”, i cui dettagli precisi sono ancora da definire, con cui si potrebbe arrivare a un miliardo di euro a stagione. Uno scenario che lega il risultato al lavoro della Lega e di DAZN, il cui obiettivo sarebbe quello di aumentare anno su anno gli abbonati a un ritmo del 10% circa.

Serie A decisione diritti tv – Le alternative alle tv

La maggioranza dei club spinge per questa soluzione. L’alternativa porta alla creazione del Canale di Lega. Ci sono sei partner pronti ad accompagnare le società in questo percorso nuovo: Carlyle, PIF, Advent, Oaktree e altre due. All’assemblea parteciperà il notaio Calafiori pronto eventualmente ad aprire le buste con le offerte già in giornata. Possibile anche una terza ipotesi, più complicata: un nuovo bando che permetta di valutare nello stesso momento offerte delle tv e dei fondi, possibilità che oggi non c’è.