La squalifica in Italia vale all’estero? Cosa dice il regolamento FIGC

Le norme federali spiegano l’eventualità di una squalifica per un calciatore o un dirigente tesserato all’estero.

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(TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

Una squalifica per un calciatore o un dirigente in Italia vale anche all’estero? All’interno del Codice di Giustizia Sportiva il tema emerge per quanto riguarda le squalifiche di calciatori o dirigenti per comportamenti tenuti in Italia ma che successivamente, al momento della squalifica, sono tesserati all’estero.

All’articolo 9 del Codice di Giustizia Sportiva si legge infatti: «I dirigenti, i tesserati delle società, i soci e non soci che si rendono responsabili della violazione dello Statuto, del Codice, delle norme federali e di ogni altra disposizione loro applicabile, anche se non più tesserati, sono punibili con una o più delle seguenti sanzioni, commisurate alla natura e alla gravità dei fatti commessi:

  • a) ammonizione;
  • b) ammonizione con diffida;
  • c) ammenda;
  • d) ammenda con diffida;
  • e) squalifica per una o più giornate di gara; in caso di condotta di particolare violenza o di particolare gravità, la squalifica non è inferiore a quattro giornate di gara;
  • f) squalifica a tempo determinato in ambito FIGC, con eventuale richiesta di estensione in ambito UEFA e FIFA;
  • g) divieto temporaneo di accedere agli impianti sportivi in cui si svolgono manifestazioni o gare calcistiche, anche amichevoli, in ambito FIGC, con eventuale richiesta di estensione in ambito UEFA e FIFA;
  • h) inibizione temporanea a svolgere attività in ambito FIGC, con eventuale richiesta di estensione in ambito UEFA e FIFA, a ricoprire cariche federali e a rappresentare le società in ambito federale, indipendentemente dall’eventuale rapporto di lavoro».

In sostanza, quindi, è la stessa FIGC a dover chiedere che la squalifica venga estesa anche all’estero. Un caso simile ha riguardato nei mesi scorsi l’ex direttore sportivo della Juventus Fabio Paratici, inibito per 30 mesi per il caso plusvalenze. All’epoca della sentenza, il dirigente tuttavia aveva già lasciato il club bianconero ed era tesserato per il Tottenham: la FIGC quindi chiese alla FIFA di estendere la squalifica a livello mondiale.

«La FIFA può confermare che, a seguito di una richiesta della Federcalcio italiana (FIGC), il presidente del comitato disciplinare ha deciso di estendere le sanzioni inflitte dalla FIGC a diversi dirigenti di calcio in modo che abbiano effetto a livello mondiale», aveva spiegato la stessa FIFA in una nota, confermando lo stop per il dirigente.