Mondiale 2034, assist FIFA all'Arabia: allentate le norme sugli stadi

Il massimo organo del calcio mondiale ha sempre richiesto 14 stadi, di cui sette già esistenti, ma dal 2034 gli stadi già presenti nel Paese ospitante potranno essere solo quattro.

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Gianni Infantino (Foto: FABRICE COFFRINI/AFP via Getty Images)

La FIFA ha assegnato i Mondiali 2030 a Spagna, Portogallo e Marocco, con tre partite, assegnate anche a Uruguay, Argentina e Paraguay. Una scelta per omaggiare i 100 anni dalla prima edizione, giocata appunto in casa della Celeste, ma che ha spalancato le porte verso una candidatura di un paese asiatico o dell’Oceania per l’edizione del 2034.

Infatti, secondo le norme per l’assegnazione della rassegna iridata, nessuna confederazione può ospitare due edizioni nell’arco di otto anni e visto che quella del 2026 si giocherà in Nord America (USA, Messico e Canada) e quella del 2030 in ben tre continenti come Europa, Africa e Sud America, ecco che tutto si sposta a est. Infatti, pochi minuti dopo la scelta della FIFA per il 2030, l’Arabia Saudita ha ufficializzato la propria candidatura per ospitare, in totale autonomia, l’edizione del 2034.

Dopo aver rinunciato a competere, insieme a Grecia ed Egitto, per il 2030, il paese saudita, grande protagonista nel mondo del calcio e dello sport in generale degli ultimi anni, si dice pronto per ospitare il più grande evento sportivo. Come riporta il quotidiano inglese The Guardian, a fornire un insolito assist è la stessa FIFA, che per il Mondiale 2034 ha allentato la sua politica sugli stadi. Infatti, il massimo organo del calcio mondiale aveva sempre preteso che per presentare una candidatura valida per l’edizione del 2030, e in un primo momento anche per il 2034, i Paesi interessati proponessero un minimo di 14 stadi idonei, di cui almeno sette già esistenti.

Ecco, questo parametro è stato cambiato appena dopo l’assegnazione del Mondiale 2030. Infatti per l’edizione del 2034 i Paesi che si vogliono candidare come organizzatori dovranno presentare una domanda che comprenda sempre 14 stadi idonei, ma solamente quattro già esistenti. Una modifica che va contro il percorso intrapreso da altre federazioni sportive che vogliono ridurre il rischio di far costruire arene o stadi esclusivamente per una competizione internazionale, senza avere poi la possibilità di usarli in futuro.

La FIFA richiede stadi con una capacità minima di 40.000 spettatori, con le partite più importanti che necessitano di spazio per 60.000 e 80.000 spettatori. La candidatura, vincente, dell’Arabia Saudita per la Coppa d’Asia del 2027 comprendeva quattro stadi da 40.000 posti o più: due a Riad in fase di ammodernamento, uno a Gedda e una nuova costruzione a Dammam, con i lavori che sono iniziati il mese scorso. E proprio questi quattro soddisfano così il criterio di quattro stadi già esistenti, come si evince dal documento modificato dalla FIFA.

In merito un portavoce della FIFA ha dichiarato: «I regolamenti di gara richiedono alla FIFA di utilizzare i requisiti 2030 come base e di adattarli se appropriati e applicabili per renderli utili allo scopo. Il requisito di quattro stadi esistenti per l’edizione 2034 determina un tempo di attesa significativamente più lungo anche dopo il torneo e protegge contro le infrastrutture che sono più obsolete, tenendo conto della migliore qualità possibile». Il documento aggiornato chiarisce la definizione di stadi esistenti nel senso di «attualmente esistente o attualmente in costruzione o che richiedono ristrutturazione o ricostruzione, mantenendo i principali elementi strutturali». Definizione che permette all’Arabia Saudita di utilizzare i quattro impianti già inseriti nella candidatura della Coppa d’Asia del 2027 e programmare i lavori per gli altri 10, che possono essere tranquillamente costruiti dal momento dell’assegnazione, che si fa così sempre più probabile.