Diritti tv Serie A, oggi le trattative: accordo sulle offerte o canale di Lega

Si cerca un accordo sulle cifre dei diritti. L’alternativa è l’apertura delle buste degli intermediari per lo sviluppo del canale di Lega.

Canale di Lega Serie B
I microfoni di DAZN e Sky (Foto: Andrea Staccioli / Insidefoto)

Nuovo round sui diritti tv per la Serie A. Il massimo campionato italiano di calcio potrebbe per la prima volta non assegnare i diritti e sviluppare un canale tutto suo. Una possibilità che piace ad alcuni club, mentre c’è chi propende per proseguire sulla via nota: l’assegnazione ai broadcaster per il ciclo 2024-2029 (DAZN, Sky e Mediaset sono le emittenti in corsa).

Oggi si terrà una nuova fase di trattative private, mentre per lunedì 9 ottobre è prevista un’assemblea da cui dipende il futuro del calcio italiano. In campo Lotito (Lazio), De Laurentiis (Napoli), Percassi (Atalanta), Cappellini (Inter) e Campoccia (Udinese), la commissione scelta già alcuni mesi fa dalle squadre per trattare con le televisioni.

E’ l’ultimo atto della infinita trattativa privata con Sky e DAZN per assegnare i diritti televisivi per la Serie A dal 2024 al 2029, cinque anni di calcio italiano. La partita è soprattutto una questione di numeri e – al momento – l’intenzione è quella di superare almeno i 900 milioni a stagione. A quella cifra (auspicabilmente anche oltre, considerando il ciclo 2021-2024), molti club si convincerebbero ad assegnare. Ma c’è ancora un bel passo da fare, per arrivarci.

Le offerte infatti sono arrivate a una media di 870 milioni di euro a stagione e non è detto che si riesca a trovare un punto di incontro, anche se l’intenzione è quella di arrivare a una chiusura. Per questo motivo il canale di Lega diventa una tentazione reale. Perché permetterebbe di rivoluzionare il concetto stesso di fruizione del calcio.

La Lega – spiega La Repubblica – ha già sviluppato un progetto avanzato con l’advisor Lazard, che permetterebbe di arrivare a produrre utili in 3 anni (finanziandosi nel periodo aprendo una linea di credito con fondi o banche d’affari: le offerte sono già state ricevute). Un progetto che permetterebbe abbonamenti su misura del tifoso: abbonamenti esclusivi alla propria squadra o al posticipo. E una formula “ricaricabile”: si spende a seconda di quante partite si guardano e se si arriva al prezzo dell’abbonamento mensile non si paga più.

Da non dimenticare poi la lotta alla pirateria e il contributo delle squadre per sviluppare più contenuti esclusivi come interviste con i giocatori. L’esperienza della radio, iniziata a settembre, è la base da cui partire.