Non solo quotidiani: Gedi (Exor) tratta con gli Angelucci per la cessione di Radio Capital

Differenza per ora tra domanda e offerta: dagli Angelucci proposti 12 milioni, ma Gedi valuta Radio Capital tra i 25 e i 30 milioni.

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Maurizio Scanavino (Nicolò Campo / Insidefoto)

Non solo le cessioni di diversi quotidiani locali, proseguono anche le operazioni da parte del gruppo Gedi (di proprietà di Exor, la holding degli Agnelli-Elkann azionista di maggioranza tra le altre di Juventus, Ferrari e Stellantis) sulla cessione di Radio Capital. Come riportato da Italia Oggi, da circa un anno infatti si stanno cercando acquirenti per l’emittente e nel mese di giugno sono iniziati colloqui con la famiglia Angelucci, editori di giornali come Il Giornale, Libero e Il Tempo.

Gli Angelucci hanno proposto 12 milioni di euro per acquisire solo la concessione e le frequenze di Radio Capital. Tuttavia, c’è una grande discrepanza tra la richiesta e l’offerta: Gedi, guidata dall’ad Maurizio Scanavino che è anche ad della Juventus, valuta il marchio e le frequenze di Capital tra i 25 e i 30 milioni di euro.

Gedi possiede anche altre frequenze radio, come Radio Deejay e m2o. Le frequenze complessive di Elemedia spa (di proprietà di Gedi al 100%) sono valutate a 86,1 milioni di euro nei bilanci del 2022, con Radio Deejay che contribuisce circa 46 milioni e le restanti distribuite tra Radio Capital e m2o. Elemedia ha spostato alcune frequenze da Capital a m2o per ridurre il valore delle frequenze di Capital nei bilanci. Tuttavia, il valore rimane superiore ai 12 milioni di euro proposti dagli Angelucci.

Gedi è riluttante ad accettare un’offerta che comporterebbe una significativa minusvalenza, e gli Angelucci stanno già cercando professionisti per guidare la nuova Capital se l’acquisizione dovesse avvenire. Capital è stata sempre in competizione con Deejay e m2o, e ha avuto un ascolto medio inferiore. Negli ultimi anni, la marginalità delle attività radiofoniche di Elemedia è diminuita. Nel 2012, i ricavi erano di 60,4 milioni di euro con 124 dipendenti, ma nel 2022 i ricavi sono scesi a 57 milioni con solo 80 dipendenti.

Il tutto, aggiunge ItaliaOggi, nonostante gli esperti del settore radiofonico trovino difficile comprendere l’obiettivo dell’operazione Capital per gli Angelucci. Mentre potrebbe contribuire all’influenza di un polo editoriale di centro-destra, è chiaro che nel mercato italiano una singola emittente fatica a ottenere profitti dalla pubblicità senza un significativo volume di ascolti e senza una presenza su più emittenti.