Da Galliani a Cobolli Gigli: tutti gli uomini di Berlusconi in 30 anni di CdA

L’analisi degli ultimi 30 anni dei vertici e dei componenti dei CdA delle principali società del gruppo imprenditoriale costruito da Silvio Berlusconi rimanda una fittissima rete di relazioni.

Berlusconi uomini CdA
(Foto: Emilio Andreoli/Getty Images)

Parenti, amici, collaboratori, ma non solo. L’analisi degli ultimi 30 anni dei vertici e dei componenti dei CdA delle principali società del gruppo imprenditoriale costruito da Silvio Berlusconi rimanda una fittissima rete di relazioni. Il patrimonio complessivo di Berlusconi era stimato dalla rivista Forbes in 6,9 miliardi di dollari al 12 giugno, il giorno della sua morte.

La capofila del gruppo è la holding Fininvest, la cassaforte che tuttora custodisce quasi tutte le aziende, tranne un grappolo di società e proprietà immobiliari. È il risultato di una fusione tra una Fininvest costituita a Roma nel 1975, di cui era amministratore unico Umberto Previti, e – scrive Il Fatto Quotidiano – una seconda “Fininvest Roma”, costituita nella capitale nel 1978.

Tra le figure ricorrenti c’è quella di Gianni Letta, che nel 1993 entra nel CdA della Fininvest. Entra nel CdA della Mondadori berlusconiana dal 1991 al 1994, dopo la spartizione di attività editoriali con Carlo De Benedetti, è nel CdA di un’altra società della galassia, Medusa Film, dal 1999 al 2001. Ne esce poco prima che diventi vicepresidente il figlio, Giampaolo Letta, ora vicepresidente e AD di Medusa. Alla fine del 1990 il CdA della Fininvest è di cinque persone:

  • Silvio Berlusconi
  • Paolo Berlusconi (fratello di Silvio)
  • Giancarlo Foscale (cugino di Silvio)
  • Vittorio Dotti
  • Fedele Confalonieri

L’anno successivo nel CdA di Fininvest entrano Marina Berlusconi e Pier Silvio Berlusconi, i figli della prima moglie, e il direttore amministrativo di Fininvest, Livio Gironi. Nel 1992 esce dal CdA Paolo Berlusconi, in parallelo a una separazione di attività imprenditoriali dal fratello, a Paolo vanno la maggioranza della See (editrice del quotidiano Il Giornale) e la Cantieri Riuniti Milanesi, la divisione edilizia del gruppo.

L’ultima fotografia del CdA di Fininvest prima dell’ingresso di Silvio in politica è di fine 1993: Silvio presidente e AD, Confalonieri AD dell’area comunicazione, Dotti per gli affari legali, Foscale, Franco Tatò. Il CdA è completato da Marina e Pier Silvio, Carlo Enrico Bernasconi, il manager di fiducia esperto di acquisto e vendita dei diritti tv, Marcello Dell’Utri, Ennio Doris, socio di Berlusconi nel gruppo finanziario Mediolanum, Adriano Galliani, il dirigente del calcio, Gianni Letta, Alfredo Messina, Cesare Previti.

Tatò, manager vicino alla sinistra, ossessionato dal taglio dei costi, entra nella corte berlusconiana nel 1991, AD di Mondadori. Per 12 mesi, tra il 1993 e il 1994, Tatò affida la guida della Mondadori a un nuovo AD, Giovanni Cobolli Gigli, cresciuto nel gruppo Ifil (Agnelli). Subito dopo andrà alla guida della Rinascente e nel 2006 verrà nominato da John Elkann presidente della Juventus.

Tatò lascia Mondadori quando, nel 1996, viene nominato AD dell’Enel dal governo di Romano Prodi. Nel 2002 il governo Berlusconi non gli rinnova l’incarico e all’Enel arriva Paolo Scaroni, che nel 2005 Berlusconi manda all’Eni, dove resta per nove anni. Nell’aprile 2017, quando viene perfezionata la vendita del Milan Yonghong Li, Scaroni viene nominato presidente del Milan, carica che mantiene.

Nel 1996 la carica di AD della Fininvest viene affidata a Ubaldo Livolsi, artefice della quotazione in Borsa di Mediaset. A fine 1996 il CdA di Mediaset è composto da Confalonieri presidente, ben quattro AD che sono i collaboratori più fidati di Silvio: Giuliano Adreani, Bernasconi, Galliani, Livolsi. Nel CdA anche Tarak ben Ammar, l’imprenditore franco-tunisino di tv e cinema amico di Berlusconi, che per 14 anni sarà anche nel CdA di Mediobanca.

In quello stesso CdA c’è Alfredo Messina, ex dirigente di Alitalia e Iri fino a quell’anno anche nel CdA di Fininvest. È nel CdA di Mediaset alla nascita Roberto Ruozi, ex rettore della Bocconi. A lui subentra nel 2006 Carlo Secchi, ex rettore della stessa università, tuttora nel CdA di Mfe-Mediaset. Negli anni successivi entra un altro docente della Bocconi, Franco Bruni. Il banchiere Luigi Fausti, ex AD della Comit, è nel CdA di Mediaset dal 2005 al 2011. Dal 2019 nel CdA c’è la moglie di uno dei figli, Gian Paolo Fausti, Marina Brogi, docente a Roma. Paolo Andrea Colombo, superconsulente che è stato presidente di Enel e di Saipem, consigliere di Alitalia, vicepresidente di Intesa Sanpaolo dal 2016, è stato nel CdA Mediaset per molti anni.

 

Un altro consulente amico di Berlusconi, Bruno Ermolli, entra nel CdA Fininvest nel 2006 e vi resta circa 15 anni, inoltre è nel CdA di Mediaset dal 2011 al 2019. Alla Fininvest nel 1996 diventa presidente Aldo Bonomo, esperto di diritto radiotelevisivo. Alla sua morte, Marina Berlusconi diventa presidente, con Pasquale Cannatelli AD, dopo alcuni anni in cui le redini erano state affidate a Claudio Sposito, ex banchiere d’affari.

A giugno 2016 un altro cambio, il nuovo AD è Danilo Pellegrino. Nel CdA in carica ci sono Marina e Pier Silvio, due dei tre figli del secondo matrimonio, Barbara e Luigi Berlusconi, l’AD Pellegrino, Galliani, l’ex AD di Mondadori Ernesto Mauri e l’ex direttore dei servizi fiscali Fininvest, Salvatore Sciascia. Marina Berlusconi è anche presidente di Mondadori dal 2003, l’AD è Antonio Porro, dal 2021. Pier Silvio è l’AD di Mfe-Mediaset, nel CdA c’è una docente universitaria di area Pd, Stefania Bariatti, ex presidente di Banca Mps.