La Francia minaccia Twitter: «Rispetti i paletti o stop in tutta l'Ue»

Il social network, acquistato da Elon Musk, è finito nell’occhio del ciclone a pochi giorni dalle polemiche per la sua condotta durante la campagna elettorale in Turchia.

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Elon Musk (Foto: KARIM SAHIB/AFP via Getty Images)

L’Unione Europea può bandire Twitter dal suo territorio. Questo è l’avviso che la Francia ha mandato ai vertici del social network, acquistato qualche mese fa da Elon Musk, se questi non rispetteranno le regole imposte dalla stessa Ue.

Come riporta l’edizione odierna de Il Sole 24 Ore, a parlare in questi termini è stato il il ministro francese delegato alla Transizione digitale e alle telecomunicazioni Jean-Nöel Barrot: «Twitter, se non si adeguerà alle nostre regole, sarà bandito, in caso di recidiva, dall’Unione europea – ha detto sul network radiofonico FranceInfo -. Twitter gioca un ruolo importante nel dibattito pubblico, ma noi non possiamo assumerci il rischio che una rete sociale come Twitter si lasci prendere ostaggio dai partigiani della disinformazione e che, di conseguenza, il nostro dibattito pubblico, la nostra democrazia, sia indebolita. È questa la ragione per la quale abbiamo stabilito regole chiare e bisognerà che Twitter si adegui».

Un altro duro attacco subito da Twitter negli ultimi giorni dopo che poco tempo fa era finito nel mirino della critica anche in Turchia. Il motivo? Nel corso della campagna elettorale l’autorità giudiziaria ha chiesto al social network di chiudere quattro account e di cancellare 409 tweet. Elon Musk ha rispettato l’ordine giudiziario rispondendo ai critici: «Cosa preferite? Vedere Twitter totalmente bandito, o limitare l’accesso a qualche tweet?». Risposta che ha fatto storcere il naso a più di una persona. In ogni caso, la società di San Francisco si è opposta giudizialmente a quattro delle cinque ordinanze.

Le parole del ministro francese Barrot fanno da eco a quelle di Thierry Breton, commissario europeo dell’Industria che indicava come Twitter non voglia più rispettare il codice di Buone pratiche sulla disinformazione online. «Potete correre, ma non potete nascondervi – ha aggiunto il commissario – Al di là degli impegni volontari, la lotta alla disinformazione sarà un’obbligo legale in virtù del Digital Services Act a partire dal 25 agosto». La Ue sarà pronta a far rispettare la legge che impone una serie di contromisure per limitare la diffusione di disinformazione con multe fino al 6% del giro d’affari mondiale annuo. Non è escluso quindi che sia Twitter ad abbandonare il mercato europeo, non particolarmente importante per il social network.