Perchè solo la Juve è penalizzata
Il logo Juventus all'Allianz Stadium (Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

L’avvocato Mattia Grassani, che vanta fra i propri clienti numerosissimi club professionistici, come ad esempio il Napoli (difeso durante il primo filone del processo plusvalenze sull’affare Osimhen) ha dato il suo giudizio sulla sentenza che ha colpito la Juventus nel caso plusvalenze: «È una sentenza monstre, quasi raddoppiata rispetto alle richieste dell’accusa. Presuppone una grande colpevolezza, figlia dell’acquisizione delle 14mila cartelle trasmesse dalla procura di Torino a quella federale».

L’avvocato ha proseguito la sua analisi durante “La politica nel pallone“, storica trasmissione radiofonica della Rai condotta e curata da Emilio Mancuso e giunta alla sua ventesima stagione: «Il primo giudizio di maggio è stato soppiantato alla luce delle intercettazioni telefoniche, del “sistema” e della “cupola” che secondo la Corte ha scientemente alterato il bilancio indipendentemente dal valore dei giocatori».

Sulla decisione di comminare una penalizzazione di ben 15 punti: «Non se lo aspettava nessuno, nell’ambito della Serie A non si vedeva una penalizzazione così importante dai tempi di Calciopoli. Ma non è detto che questa sia l’unica sanzione. La procura federale ha un altro fascicolo per un altro filone, quello più scivoloso e più delicato, sulle quattro mensilità della stagione Covid 2020. Se il procuratore Chinè porterà a processo la Juve e i suoi dirigenti con un nuovo deferimento potrebbero arrivare altri punti di penalizzazione».

«Se le proporzioni hanno un valore il secondo filone sugli stipendi potrebbe non essere da meno – continua l’avvocato Grassani -. Sono ipotesi e proiezioni ma stiamo parlando di una costola preoccupante che non è andata in archivio ma che verrà affrontata nelle prossime settimane. Quel procedimento deve essere concluso entro fine stagione».

Sulla possibile sanzione UEFA: «La UEFA ha acceso un faro molto potente sulla Juventus in tempi non sospetti, credo sia in costante contatto con FIGC e la giustizia italiana. Questo fronte ha stretti collegamenti con il Fair Play Finanziario. Se la sanzione fosse confermata in terzo grado, la UEFA potrebbe adottare provvedimenti autonomi di esclusione».

Per quanto riguarda, invece, il Napoli alle prese con il “caso” Osimhen: «L’indagine di Napoli è nata da una rogatoria che la procura francese ha richiesto, perché nel Lille erano state riscontrate irregolarità molto rilevanti. Quella italiana ha aperto d’ufficio un procedimento in Italia. In questo momento è tutto fermo all’apertura dell’indagine. La giustizia sportiva si è già occupata di questo caso archiviando e respingendo le accuse. Eventuali nuove prove non ne conosciamo. In qualsiasi caso è tutto in fase embrionale».

Caso Juventus, le parole dell’avvocato Briamonte

Sempre alla trasmissione “La politica nel pallone” è intervenuto anche l’avvocato Michele Briamonte, ex legale della Juventus ai tempi di Calciopoli e non solo. «La Juventus ha testimoniato sempre una grande resilienza nel corso della sua storia», ha dichiarato. «A me, però, non convince l’argomento “è stata punita solo la Juve”. Il perché è semplice: sono state raccolte dichiarazioni particolarmente indizianti e poi perché la natura della società, essendo quotata, prevede certi obblighi»

Sulla percezione di disparità di giudizio, l’avvocato Briamonte aggiunge: «Ai tifosi comunque risulta complesso capire perché se la procura di Torino ha fatto l’indagine allora hai l’indizio e se un’altra procura non indaga l’indizio non ce l’hai. La “disparità” che viene contestata di per sé è giusta, il problema è spiegare alle persone perché una procura indaga e un’altra no».

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