Juventus motivazioni sentenza
Il logo della Juventus (Photo credit should read MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Continua la risalita del titolo della Juventus dalla Borsa, anche nel giorno dell’approvazione del bilancio al 30 giugno 2022 chiuso con una perdita di 238,1 milioni di euro.

In particolare, oggi le azioni del club bianconero hanno chiuso a quota 0,3212 euro per azione, in crescita del 2,03% rispetto alla chiusura di venerdì 23 dicembre scorso. Molto alti anche i volumi, con oltre 25,4 milioni di pezzi scambiati sul mercato su una media giornaliera negli ultimi tre mesi di 8,1 milioni. La capitalizzazione è tornata così sopra quota 800 milioni di euro a quota 811 milioni.

Una risalita che continua, così, dopo le dimissioni del CdA. Nel dettaglio, il 28 novembre prima delle dimissioni del CdA (arrivate a tarda serata) le azioni del club avevano chiuso a quota 0,2796 euro per azione, in un periodo di sostanziale equilibrio per il titolo. Dopo l’ufficialità della decisione dei vertici di lasciare la società per l’indagine plusvalenze, il titolo ha registrato perdite di fatto costanti fino al 12 dicembre, quando aveva raggiunto quota 0,2484 euro per azione con un -11% rispetto ai dati pre-dimissioni: si trattava dei minimi raggiunti dalle azioni juventine dal 2016.

Un crollo che di fatto si è interrotto con il picco minimo, perché da quel momento le azioni sono risalite fino a quota 0,3212 euro per azione con cui hanno chiuso la serata di oggi 27 dicembre, a un valore anche più alto rispetto a quello prima delle dimissioni.

Dal 28 novembre ad oggi, così, il titolo è risalito di circa il 14,8% (con la capitalizzazione risalita da 700 a oltre 800 milioni di euro), spinto in particolare dalle voci sull’ipotesi di delisting del titolo da Piazza Affari.

In generale, chiusura debole per la Borsa di Milano, unica negativa tra le principali piazze europee. L’indice Ftse Mib, che ha virato in rosso sulla scia del contrastato avvio di Wall Street, ha perso lo 0,09% a 23.855 punti.

Tra i titoli principali, spicca il balzo del 3,02% di Moncler, che ha beneficiato delle riaperture decise dal governo di Pechino. Nel lusso bene anche Salvatore Ferragamo (+1,34%) e positiva Brunello Cucinelli (+0,65%). L’aumento dle prezzo del petrolio ha aiutato Saipem (+2,39%). Piu’ caute Tenaris (+0,39%) ed Eni (+0,52%). Acquisti su Cnh Industrial (+1,52%) e Azimut (+1,30%).

Giornata negativa invece per Erg (-2,22%9. Vendute anche Recordati (-1,25%), StMicroelectronics (-1,13%) e Nexi (-1,05%9. Deboli i bancari con Intesa Sanpaolo giù dello 0,50%, Banco Bpm dello 0,74%, Bper dello 0,49% e Unicredit dello 0,17%. In calo Tim, che ha lasciato sul terreno lo 0,99% in attesa di una soluzione sul dossier rete unica.

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