Juventus lacune bilanci
Il logo della Juventus all'Allianz Stadium (Photo MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

L’ipotesi delisting emersa negli ultimi giorni ha spinto nuovamente verso l’alto il titolo della Juventus in Borsa. Le dimissioni dell’intero Consiglio di Amministrazione a partire dal presidente Andrea Agnelli, nella serata di lunedì 28 novembre, aveva infatti portato le azioni a toccare i minimi dal 2016 fatti segnare a Piazza Affari. Tuttavia, le voci sulla decisione di Exor (la holding degli Agnelli-Elkann azionista di maggioranza del club) di lavorare per far uscire la Juventus dalla Borsa hanno avuto l’effetto di riportare verso l’alto il titolo.

Nel dettaglio, il 28 novembre prima delle dimissioni del CdA (arrivate a tarda serata) le azioni del club avevano chiuso a quota 0,2796 euro per azione, in un periodo di sostanziale equilibrio per il titolo. Dopo l’ufficialità della decisione dei vertici di lasciare la società per l’indagine plusvalenze, il titolo ha registrato perdite di fatto costanti fino al 12 dicembre, quando aveva raggiunto quota 0,2484 euro per azione con un -11% rispetto ai dati pre-dimissioni: si trattava dei minimi raggiunti dalle azioni juventine dal 2016.

Un crollo che di fatto si è interrotto con il picco minimo, perché da quel momento le azioni sono risalite fino a quota 0,3148 euro per azione con cui hanno chiuso la serata di venerdì 23 dicembre, a un valore anche più alto rispetto a quello prima delle dimissioni. Il tutto nonostante proprio ieri sia arrivata la richiesta della Procura FIGC di riaprire l’indagine sul caso plusvalenze a livello sportivo.

Dal 28 novembre ad oggi, così, il titolo è risalito di circa il 12,6% (con la capitalizzazione risalita da 700 a quasi 800 milioni di euro), spinto in particolare appunto dalle voci sull’ipotesi di delisting del titolo da Piazza Affari. Una scelta che permetterebbe di alleggerire gli aspetti burocratici per il club bianconero, ma che avrebbe un peso per Exor (oggi azioniusta di maggioranza con il 63,77% delle azioni): considerando il prezzo medio ponderato del titolo Juventus in Borsa negli ultimi 12 mesi, l’acquisto del 36,23% del capitale della società richiederebbe un esborso di circa 310 milioni, contro i 290 milioni calcolati sul prezzo di riferimento di ieri.

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