Borse andamento Europa
La Borsa di Milano (PACO SERINELLI/AFP via Getty Images)

Continua la fuga da Piazza Affari. L’ultima in ordine cronologico è stata infatti Atlantia, che nei giorni scorsi ha completato il suo delisting: un addio alla Borsa italiana che porta altri 18 miliardi di capitalizzazione via da Piazza Affari, raggiungendo un totale pari a circa 50 miliardi di euro di capitalizzazione perse per le società uscite dalla Borsa nel solo 2022.

Complessivamente, le sole Opa sono state 25, di cui tre concentrate a dicembre, spiega Milano Finanza. Tante le big a lasciare la Borsa, da Atlantia fino Banca Finnat, che si era quotata addirittura nel 1939. Ma anche, guardando al mondo calcistico, la decisione della Roma, con i Friedkin che ad agosto hanno completato l’Opa.

«Osserviamo ciclicamente fenomeni di delisting su tutte le borse, europee e non solo. La maggior parte degli asset finanziari, incluse le azioni, ha subito un forte re-pricing nel corso del 2022 dovuto prevalentemente a fattori macroeconomici e geopolitici, creando un contesto favorevole a offerte pubbliche finalizzate al delisting», ha spiegato Fabrizio Testa, ceo di Borsa Italiana, a Milano Finanza. Ogni uscita dalla Borsa «è una storia a sé. I delisting sono parte del normale ciclo di vita e sviluppo di un’azienda e sono fisiologici sul mercato. Se guardiamo al loro numero, quest’ anno non sono di più di quelle avvenute negli anni passati».

Le società uscite da Piazza Affari nel 2022 (tra parentesi la capitalizzazione in euro):

  • Assiteca (241 milioni);
  • Atlantia (18,985 miliardi);
  • Autogrill (2,483 miliardi);
  • B Carige (605 milioni);
  • B Intermobiliare (114 milioni);
  • Bca Finnat (112 milioni);
  • Be shaping the Future (466 milioni);
  • Cattolica Assicurazioni (1,541 miliardi);
  • Cerved Group (1,994 miliardi);
  • Coima Res (391 milioni);
  • Costamp Group (18 milioni);
  • Dea Capital (391 milioni);
  • Energica Motor Company (98 milioni);
  • Exor (15 miliardi);
  • Falck Renewables (2,864 miliardi);
  • Finlogic (84 milioni);
  • Giorgio Fedon (32 milioni);
  • La Doria (512 milioni);
  • Net Insurance (173 milioni);
  • Piteco (226 milioni);
  • Prima Indistrie (261 milioni);
  • Roma (282 milioni),
  • Rosss (12 milioni);
  • Siti – B&T (46 milioni);
  • Sourcesense (36 milioni);
  • Tas (184 milioni);
  • TOTALE: 48 miliardi.

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