Chelsea ampliamento Stamford Bridge
Stamford Bridge, lo stadio del Chelsea (Foto Panoramic / Insidefoto)

L’acquisto del Chelsea da parte di Todd Boehly ha portato i Blues di Londra in una nuova era. Il club è passato dal magnate russo Roman Abramovich a una cordata guidata dall’imprenditore statunitense. Proprio il nuovo proprietario del club londinese, come riporta il Daily Mail, si è impegnato per una massiccia riqualificazione di Stamford Bridge, allontanando così i rumors che davano la nuova proprietà propensa a un cambio di “casa” per le sfide interne.

L’impianto di Fulham Road al momento può contare su una capienza di 42.000 posti (pochi se rapportati agli stadi dei top club nel mondo), motivo per cui le indiscrezioni su uno spostamento a Earl’s Court, impianto all’avanguardia e che conta una capienza da 60.000 seggiolini, non erano apparse inizialmente così infondate.

A spazzare ogni dubbio sulla permanenza del Chelsea a Stamford Bridge sono state l’intenzione di Boehly e le parole del gruppo di azionisti che possiede l’impianto, il Chelsea Pitch Owners: «I nuovi proprietari si sono impegnati nella riqualificazione dello stadio. Quindi si prevede che il carico di lavoro del gruppo aumenterà quando questo progetto comincerà a prendere forma».

Il gruppo di azionisti – Chelsea Pitch Owners – è proprietario dell’impianto grazie a un contratto di locazione di 180 anni. Senza il suo permesso, il club, qualora volesse spostarsi, sarebbe costretto a rinunciare anche al nome del Chelsea FC, del quale Chelsea Pitch Owners detiene i diritti.

Jonathan Goldstein, principale socio di Boehly, aveva confermato che la società era al lavoro per ottenere il permesso di pianificazione per il rinnovamento del proprio stadio nei prossimi 12 mesi, nonostante abbia definito il Regno Unito come un posto in cui non investire sotto la guida del primo ministro conservatore Liz Truss (poi dimessasi dalla carica verso la fine di ottobre).

«Stiamo guardando molto alla riqualificazione…è un processo che prenderà il via nel corso del prossimo anno e speriamo che il governo centrale lo sostenga e lo veda come un motore per la crescita. È un grande progetto e ci sono molte componenti coinvolte e siamo solo all’inizio. Ma andremo avanti perché crediamo nel business, nel Chelsea e nell’area e sappiamo che Stamford Bridge ha bisogno di essere riqualificato», ha detto Goldstein.

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