Paolo Dal Pino (Photo by Marco Rosi/Getty Images)

Con le intercettazioni che hanno portato al rinvio a giudizio al carico di Andrea Agnelli e gli ex membri del CdA della Juventus, è uscita anche la ormai famosa cena del 3 settembre 2021 al parco “La Mandria” in cui erano presenti, Andrea Agnelli, Gabriele Gravina, l’allora presidente della Lega Serie A Paolo Dal Pino e altri presidenti della Serie A, finita nelle carte dell’inchiesta “Prisma”.

A riguardo Dal Pino, intervistato su GR Parlamento durante “La politica del pallone”, trasmissione condotta da Emilio Mancuso, ha dichiarato: «Non era una cena segreta, di incontri così ce ne sono stati tanti. Quella cena aveva una finalità importante, in quel momento storico. Si inquadrava nei meccanismi di blocco dell’operatività della Serie A scaturiti dopo il no ai fondi».

E neanche quella cena lontano dai riflettori, racconta Dal Pino, portò a un clima di collaborazione: «Non arrivammo nemmeno ai voti perché ci fu uno scontro con sette squadre tra cui anche Juventus e Inter, che a causa della Superlega avevano cambiato idea. In quel periodo ci fu l’asta per i diritti tv. Furono mesi difficili con l’assemblea spaccata. Eravamo disintegrati. Era un periodo molto teso, facevo le assemblee con la presenza del notaio. A quella cena c’erano Agnelli, Percassi, Scaroni, Saputo, Preziosi… si cercava di trovare un programma di rilancio comune e di far ripartire all’interno della Lega un pensiero strategico costruttivo».

Momenti difficili insomma, ma nessuno pensava che quella cena, organizzata per tentare un riappacificamento, miseramente fallito, sarebbe stata nelle carte di un’inchiesta penale sui conti della Juventus, per il momento unica indagata nell’operazione “Prisma”.

Ma l’ex presidente della Serie A, Paolo Dal Pino ha anche raccontato quel suo periodo a comando della Lega, prima delle sue dimissioni: «Ricordo solo le cose costruttive e belle di quel periodo. E gli ha anche permesso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa: «Provai ad applicare in Lega metodologie aziendali. Quando accettai mi erano chiari i temi fondamentali: quello era un sistema indebitato che aveva bisogno di risorse, e bisognava apportare cambiamenti alla governance per trasformare la Lega in una media company».

Soluzione che per Dal Pino avrebbe posto un freno all‘indebitamento dei club e contrastato gli effetti del Covid in un momento di transizione verso un ritorno all normalità: «Pochissimo dopo il lancio di dell’idea della media company fui contattato da tutti i più grossi fondi del mondo, che provarono a entrare nella Serie A mettendo sul piatto un miliardo e 700 milioni di euro, più finanziamenti a tassi molto bassi. La media company avrebbe risolto il tema industriale del controllo del prodotto calcio. E avrebbe portato anche risorse disponibili per finanziare un sistema già altamente indebitato».

SCOPRI IL BLACK FRIDAY DI SKY: SKY TV + SKY SPORT A SOLI 30,90 EURO AL MESE PER 18 MESI. IN OMAGGIO UNA XBOX SERIE S DEL VALORE DI 299 EURO CLICCA QUI E SCOPRI L’OFFERTA.

PrecedenteInter, al via la vendita libera dei biglietti per il derby con il Milan
SuccessivoJuventus, Agnelli: «Vissuto oltre le possibilità per essere numeri 1»