milan champions

“Stavamo bene insieme” è disponibile dal 9 novembre in esclusiva su DAZN, il docufilm che celebra le notti rossonere della UEFA Champions League del periodo 2003-2007 con protagonisti Massimo Ambrosini, Gennaro Gattuso, Filippo Inzaghi, Paolo Maldini, Alessandro Nesta e Andrea Pirlo.

Prodotto da DAZN e realizzato con la produzione esecutiva RED CARPET e il casting di SOBE SPORT;  scritto da Marco Cattaneo, giornalista e conduttore di DAZN e diretto dal regista Mattia Molinari, e dopo aver girato le sale cinematografiche d’Italia, raggiungendo i primi posti al botteghino nel weekend del 15-16 ottobre, “Stavamo bene insieme” è la prima esclusiva produzione di DAZN per il cinema.

Il docufilm racconta il periodo d’oro delle UEFA Champions League del Milan di Carlo Ancelotti, festeggiato e ricordato a distanza di quasi vent’anni. Tra inediti aneddoti e immagini nostalgiche, il cuore di “Stavamo bene insieme” è l’emozionante reunion a San Siro, dove sei vecchi amici e compagni di squadra rievocano i loro ricordi legati a tre momenti indimenticabili della storia del calcio, oggi impressi nella memoria di tutti i tifosi milanisti.

Insieme a loro, special guest del docufilm Carlo Ancelotti, Rafael Benítez, Gianluigi Buffon e Adriano Galliani, che ripercorrono nel dettaglio gli episodi che tutto il mondo sportivo conosce, regalando per la prima volta curiosità, ricordi, emozioni e un punto di vista unico, condiviso da chi, quelle serate, le ha vissute da vero protagonista.

Un ciclo durato cinque anni che ha visto il Milan trionfare, cadere e rinascere: la notte di Manchester, quella in cui Paolo Maldini sollevò al cielo la sesta Champions della storia del Milan, la caduta di Istanbul e la rivincita di Atene, firmata Pippo Inzaghi.

Di seguito alcune delle dichiarazioni esclusive all’interno di “Stavamo Bene Insieme”:

Ambrosini: «Noi non saremmo stati noi senza il Milan, e quel Milan non sarebbe stato quel Milan senza di noi. È questa la nostra eredità».

Galliani: «In quel Milan c’era un atmosfera che capivi che era da lì che arrivavano le nostre vittorie».

Maldini: «La cosa che più mi manca della mia carriera da calciatore è quel misto di paura ed eccitazione che ti dà lo stadio pieno».

SULL’INIZIO DELL’ERA ANCELOTTI

Galliani:«Noi andiamo a Torino, perdiamo, e a me viene questa roba qui. Chiamo il Presidente Berlusconi e gli dico “cambiamo allenatore”, ma chi prendiamo? Proviamo con Ancelotti. Faccio la prima colazione della mia vita con pane, salame, culatello e lambrusco e a casa sua lo convinciamo di venire da noi».

Ancelotti: «Non ho fatto una bella figura nei confronti del Parma, perché la parola l’avevo data, ma il richiamo del Milan era troppo forte».«Chiamai Berlusconi per convincerlo e gli dissi “mi compri Nesta e vinciamo la Champions”».

SULLA FINALE DI MANCHESTER 2003

Ancelotti: «Non eravamo i favoriti, eravamo più tranquilli, anche il fatto di aver superato questa pressione della semifinale ha spostato, diciamo, tutte le pressioni dal lato della Juve. La Juve era la squadra che mi aveva esonerato due anni prima e pensavo di aver subìto un torto a essere mandato via dalla Juve. Quella era la serenità di pensare che alla fine i conti tornano».

>Buffon: «Nel calcio di rigore di Nesta c’è qualcosa, credetemi, di soprannaturale. Sandro batte il rigore, io lo intuisco e per cui vado sulla palla con la certezza quasi totale di aver parato il rigore. Mentre la palla arriva ha un cambiamento quasi impercettibile, quasi come si alzasse e allargasse proprio negli ultimi due metri, una cosa che nei rigori non capita mai».

SULLA FINALE DI ISTANBUL 2005

Galliani: «Quando perdiamo ai rigori a Istanbul lui (Gennaro Gattuso ndr) viene in sede e dice “io non riesco a superare questo dolore e voglio andarmene via a tutti i costi!”, allora io lo rinchiudo nella sala dei trofei di via Turati… 2 ore, 3 ore e poi gli ho portato dei panini. “Non ce la faccio, voglio andare via” ma voleva andare via per amore, perché diceva che non avrebbe mai superato il dolore di Istanbul. Verso sera dice “Rimango al Milan”, allora apro la porta e andiamo via insieme».

SULLA FINALE DI ATENE 2007

Inzaghi: «Io sapevo di giocare una finale e sapevo che a fine primo tempo, se non avessi segnato, sarei uscito. Però pensa la testa: io ero stirato e non riuscivo nemmeno a correre, faccio gol e poi riesco a giocare fino all’ottantesimo. E all’ottantesimo, su una palla di Kakà, riesco comunque a fare quello scatto».

Ancelotti: «In questo tipo di partita non è solo l’aspetto fisico che conta… sapevo che Pippo poteva inventare qualcosa».

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