Il "libro nero" su Paratici mette nei guai la Juventus

Mancato rispetto degli orari e annullamento continuo degli incontri. E ancora piani disastrosi, acquisti senza senso e soprattutto «un utilizzo eccessivo di plusvalenze artificiali», che danno un «beneficio immediato», ma…

Paratici ricorso squalifica FIFA
(Photo by Chris Brunskill/Getty Images)

Mancato rispetto degli orari e annullamento continuo degli incontri. E ancora piani disastrosi, acquisti senza senso e soprattutto «un utilizzo eccessivo di plusvalenze artificiali», che danno un «beneficio immediato», ma costringono a un «carico ammortamenti» per gli anni successivi.

Sono solamente alcuni degli appunti – scrive l’edizione odierna de La Repubblica – che l’attuale direttore sportivo della Juventus Federico Cherubini contesta all’ex Ds Fabio Paratici, di cui poi prenderà il posto. Li fissa su un foglio con il logo della Juventus e ci mette anche un titolo: “Libro nero FP”. Appunti diventati un elemento d’accusa nell’inchiesta che la procura di Torino ha avviato sui conti del club bianconero.

Sono diverse le critiche alla gestione di Paratici: «Giudizi e valutazioni cambiano ogni giorno», «piano recupero bilancio disastroso, – forma +sostanza», «come siamo arrivati qui?». Paratici viene inoltre accusato della «distruzione di una generazione: Kean, Spinazzola, Audero….». Sono retroscena che raccontano di un clima pesante alla Continassa negli anni dell’emergenza Covid.

I report sulla situazione finanziaria nelle mani degli investigatori descrivono preoccupazioni ma anche strategie per arginare le perdite. «On track ma su una bumpy road. Riduzione stipendi e plusvalenze sono operazioni chiave per la messa in sicurezza. Speriamo nel vaccino per lo stadio ma è difficile», scriveva inoltre il 18 novembre 2020 Stefano Bertola, dirigente che si occupava di contabilità, al presidente Andrea Agnelli.

Un’altra frase – oltre al “libro nero” su Paratici – che secondo i pm è la conferma che i cartellini gonfiati dei calciatori e gli accordi paralleli per la restituzione (sotto forma di buonuscita o di premio fedeltà) degli stipendi a cui avevano rinunciato per il Covid siano stati la strategia per far quadrare i conti.