Laporta leve economiche Barcellona
(Foto: Eric Alonso/Getty Images)

«Ci è voluto molto per arrivare qui. Abbiamo dovuto lavorare molto e abbiamo sofferto molto. Dobbiamo continuare a lavorare per consolidare questo cambio di tendenza. Finché non sarà consolidato non potremo dire che il club è organizzato come dovrebbe essere. Dobbiamo guardare avanti e lavorare per costruire uno dei migliori Barça della storia».

Ha esordito così il presidente del Barcellona, Joan Laporta, durante l’assemblea generale del club catalano per l’approvazione dei conti 2021/22 e del budget 2022/23: «Il buco che abbiamo ereditato era molto grande, ma lo abbiamo astutamente coperto. Voglio ringraziarvi per la fiducia che ci avete dato. Senza la vostra fiducia e il vostro sentimento per il club non ce l’avremmo fatta», ha detto Laporta parlando ai soci.

«Davanti a questa situazione avevamo diverse opzioni. Una era continuare come prima, ma questo ci avrebbe portato al disastro sportivo. L’altra era chiedere un contributo economico ai soci, ma non ve lo meritate perché non siete colpevoli della cattiva gestione precedente. Sappiamo che ci avete scelto per raddrizzare la situazione e non cedere a tutti coloro che vogliono che il Barça vada male», ha aggiunto.

Il presidente dei catalani ha sottolineato poi i risultati raggiunti: «Abbiamo stretto alleanze strategiche con nuovi sponsor come Spotify, uno sponsor che ha capito le esigenze e la storia del club e oggi posso annunciare che Spotify lancerà la sua applicazione e il suo sito web in catalano, uno degli impegni che avevamo preso».

«In questa stagione abbiamo invertito il trend negativo, siamo riusciti a stabilizzare la tesoreria nel breve e medio termine e abbiamo fatto registrare un utile di 98 milioni. Inoltre, più di 1.000 milioni di ricavi e le istituzioni finanziarie tornano a fidarsi del club», ha detto Laporta presentando i conti relativi all’esercizio della scorsa stagione.

Laporta non ha dimenticato però le leve economiche utilizzate dal Barcellona, fondamentali per sistemare i conti: «Le leve ci hanno mostrato che il Barça è vivo e che abbiamo un’enorme capacità di generare reddito senza perdere la nostra indipendenza nel nostro modello di proprietà».

«La prima è stata la vendita del 10% dei diritti televisivi della Liga a Sixth Street per 25 anni, con opzione di riscatto, che significa una pluscvalenza di 267 milioni di euro. Dopo questi 25 anni li recupereremo. È qualcosa che ci ha dato dei vantaggi. Non è bastato e abbiamo deciso di vendere un altro 25% dei diritti ancora a Sixth Street, a 400 milioni di euro (667 in totale). Ma la Liga ci ha portato ad attivare la terza leva, perché non riteneva sufficienti le precedenti, e abbiamo venduto il 49% di Barça Studios a Socios.Com e Orpheus Media. Di questo siamo particolarmente soddisfatti», ha aggiunto ancora il numero uno dei blaugrana parlando delle risorse incamerate.

Leve economiche che «ci hanno permesso di registrare tutti gli acquisti e avere una rosa forte e competitiva. Non abbiamo uno Stato o un magnate alle spalle, né lo vogliamo. Il Barça è di proprietà dei soci, che decidono il presente e il futuro del club», ha concluso il presidente della società.

TUTTA LA SERIE A TIM È SOLO SU DAZN: 7 PARTITE IN ESCLUSIVA E 3 IN CO-ESCLUSIVA A GIORNATA. ATTIVA ORA. DISDICI QUANDO VUOI

PrecedenteQualificazioni EURO 2024: sarà Italia-Inghilterra
SuccessivoEURO 2024, Mancini: «Mi sembra un girone abbordabile»