Calcio intreccio politica
(Foto Antonello Sammarco/Image Sport/Insidefoto)

Domenica di voto per molti italiani. Complessivamente, considerando tutte le regioni, per le amministrative sono interessati gli elettori di 978 comuni, di cui 756 appartenenti a regioni a statuto ordinario e 222 a regioni a statuto speciale. Un weekend nel quale – nonostante la stagione sia terminata – calcio e politica si incrociano su più fronti: da Milano e Sesto San Giovanni a Verona, passando per Palermo.

Per quanto riguarda il comune alle porte del capoluogo lombardo, le elezioni sono un punto cruciale per l’ipotesi di realizzare il nuovo stadio del Milan proprio a Sesto San Giovanni. La questione stadio è diventata un tema centrale della campagna elettorale dei candidati di destra e sinistra. Da un lato l’attuale sindaco Roberto Di Stefano, esponente della Lega, che spinge per portare i rossoneri in quella che un tempo era soprannominata la “Stalingrado italiana”.

Il suo avversario Michele Foggetta, vincitore delle primarie per il centrosinistra, è di tutt’altro avviso e nelle scorse settimane ha dichiarato: «Sesto continua ad essere una delle città più cementificate del Nord d’Italia. Una delle città più inquinate e dove arriveranno nuove strutture ospedaliere legate alla Città della salute. Pensare di portare qui lo stadio non è assolutamente una priorità che serve».

Passando invece a Verona, tra i candidati al ruolo di primo cittadino c’è un ex calciatore: Damiano Tommasi, che in carriera ha vestito anche la maglia della città scaligera. L’ex presidente dell’AIC (Associazione Italiana Calciatori) si è candidato a sindaco con una coalizione che ha riunito tutto il centrosinistra – fatta eccezione per Italia Viva – ed il Movimento 5 Stelle.

«Come? E’ prevalsa l’urgenza di un’alternativa, la voglia di voltare pagina e di restituire a Verona un’altra immagine rispetto a quella che è stata tramandata negli ultimi anni», ha detto Tommasi a La Repubblica nei giorni scorsi. L’ex calciatore non è favorito nella corsa al ruolo di sindaco, ma vuole provare a mettersi in gioco e questa domenica i riflettori saranno puntati anche su di lui.

Chiusura dedicata invece a Palermo, dove sale l’attesa per la finale playoff di Serie C che potrebbe riportare i rosanero in Serie B ai danni del Padova. Allo stadio Renzo Barbera andrà in scena il match di ritorno con la formazione veneta, con il Palermo che riparte dal risultato di 1-0 in proprio favore maturato nel match di andata. Un evento che si incrocia proprio con le elezioni e che ha portato a una serie di defezioni tra presidenti e scrutatori.

Dopo un’intera giornata di lavoro alla ricerca dei presidenti di seggio mancanti, questa mattina erano ancora 30 le sezioni del Comune di Palermo in cui non erano ancora iniziate le operazioni di voto. A dirlo ad Italpress è il segretario comunale del capoluogo siciliano, Antonio Le Donne, il quale ha garantito che, insieme al suo ufficio, «da 28 ore consecutive stiamo facendo il massimo possibile per ovviare al problema dei presidenti di seggio».

E proprio la mancanza di personale riguarderebbe soprattutto la sfida del Barbera. «Mi dicono gli amici di Palermo che la diserzione in massa dei presidenti e scrutatori di seggio è dovuta dalla finalissima dei play off per accedere in serie B fra Palermo e Padova – ha dichiarato il senatore Francesco Giro con doppia tessera FI-Lega -. Evidentemente il calcio ha messo in tilt il sindaco Orlando. Bastava organizzarsi e soprattutto coinvolgere la cittadinanza. Ma al sindaco dei palermitani non è mai interessato molto».

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