Lionel Messi e Nicolo Barella (Photo by Justin Setterfield/Getty Images)

Un ritorno amaro per l’Italia a Wembley, dove poco meno di 12 mesi fa alzava al cielo il trofeo dei campioni d’Europa. Nella “Finalissima” con l’Argentina campione del Sudamerica, infatti, gli azzurri sono stati schiantati da Messi e compagni con un netto 3-0: decisivi i gol di Lautaro Martinez, Angel Di Maria e Paulo Dybala. Si tratta del secondo trionfo argentino nelle uniche tre edizioni fin qui disputate, dopo quello del 1993 contro la Danimarca. Nel 1985 invece vinse la Francia contro l’Uruguay.

“Nel primo tempo abbiamo commesso due errori sui gol, la partita fino a quel momento era stata equilibrata. Poi loro sono stati più bravi e hanno comandato la partita”, il commento del ct Roberto Mancini al termine della gara. “Avremmo dovuto fare un gol per riaprire la partita, ma nella ripresa abbiamo fatto troppo poco per pensare di rimontare – ha aggiunto il ct azzurro – Ora cambieremo tante cose. Sarà difficile creare subito un ciclo come il precedente, dovremo lavorare tanto per avere un livello alto. Dopo gli Europei abbiamo faticato tanto a far gol”.

Una partita che ha ottenuto discreti risultati anche in termini di ascolti televisivi. La sfida infatti ha tenuto davanti alla televisione 6.293.000 spettatori pari al 33.5% di share (primo tempo a 6.496.000 e il 34.3%, secondo tempo a 6.098.000 e il 32.7%). Si tratta di risultati inferiori alla media degli ascolti tv dell’era Mancini come ct della Nazionale: nelle 49 partite con l’ex tecnico di Inter e Manchester City in panchina, infatti, gli ascolti tv per l’Italia sono stati in media pari a 7,9 milioni di spettatori con il 34% di share.

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