Pirateria sequestro siti
(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Il sequestro di 40 canali Telegram e di 500 risorse web tra cui siti e server: sono i numeri dell’operazione del nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di Finanza contro il fenomeno della pirateria audiovisiva realizzata attraverso la trasmissione non autorizzata di contenuti protetti su rete internet.

In particolare, in occasione dell’ultima giornata del campionato di calcio di Serie A e della finale di Conference League i finanzieri hanno registrato centinaia di nuovi servizi e di risorse dedite alla vendita di attività di Iptv mediante streaming illegali. Numerosi canali Telegram ne pubblicizzavano i vantaggi e la convenienza offrendo in un unico abbonamento chiamato “Applicazione Ufficiale”.

Ad un prezzo irrisorio, qualsiasi canale Tv e Pat Tv, questa la ricostruzione degli investigatori, era visibile in simultanea da qualunque dispositivo (telefono, tablet, televisore, computer) assicurando la possibilità di una prova gratuita della durata di un’ora, garantendo anche l’anonimato.

Secondo quanto si apprende sono state individuate 6.500 persone che hanno cercato di usufruire del “pacchetto offerta”: con sei euro era possibile vedere le partite dell’ultima giornata di campionato e anche la finale di Tirana della Conference League. In particolare, le fiamme gialle hanno sequestrato 154 siti web e 315 infrastrutture Iptv, ovvero server primari e di bilanciamento per trasmettere materialmente i flussi pirata.

Chiunque ha provato a collegarsi ai servizi pirata è stato immediatamente reindirizzato su un apposito pannello informativo che avvertiva che il sito tramite dal quale si stava visionando il programma era sottoposto a sequestro ed i dati di connessione tracciati. Le analisi degli investigatori hanno, allo stato, consentito di appurare l’esistenza di un nuovo sistema di gestione dei flussi informatici, chiamato “Stream Creed”, che risulterebbe derivare dal codice sorgente della già nota “Xtream Code”, piattaforma pirata mondiale smantellata dal nucleo speciale dei finanzieri nel 2019.

«Siamo estremamente soddisfatti per l’operazione contro la pirateria audiovisiva portata a termine dalla Computer Crime della Guardia di Finanza in coincidenza con l’ultima giornata del nostro campionato – ha commentato l’Amministratore Delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo – Tanti presunti tifosi hanno provato a vedere i nostri incontri senza pagare, collegandosi a servizi illegali che danneggiano innanzitutto il club per cui dicono di tifare. Le forze dell’ordine hanno individuato oltre 6.000 “scrocconi”, una tipologia di tifosi, purtroppo, particolarmente diffusa anche nel nostro Paese, dove ancora persiste la cultura dell’illegalità. Queste persone sono state tutte individuate e verranno sanzionate con più di 1.000 euro di multa ciascuno (ben oltre il prezzo per l’abbonamento alle partite), i recidivi subiranno un procedimento penale. Quello che è bene ricordare è che la pirateria è gestita da vere e proprie organizzazioni criminali che si arricchiscono alle spalle di tutto il nostro movimento, creando danni immensi a tutti i lavoratori della nostra industria. La lotta alle IPTV pirata è una battaglia che portiamo avanti dal mio arrivo in Lega Serie A, perché ‘la pirateria uccide il calcio’ non è soltanto uno slogan, ma una triste verità. Non possiamo abbassare la guardia a tutela dei nostri club e dei broadcaster e continueremo, in ogni sede e in ogni modo, la nostra azione di sensibilizzazione e di denuncia».

Soddisfazione anche da parte di DAZN per l’operazione condotta con successo. Stefano Azzi, Ceo di DAZN Italia ha commentato: «Rinnoviamo il nostro pieno sostegno alle Forze dell’Ordine impegnate quotidianamente a contrastare il fenomeno della pirateria che ogni anno genera ingenti danni al nostro sistema Paese, con particolare impatto sull’industria dei media e dell’intrattenimento e sui clienti finali stessi che vedono il valore del prodotto e dei servizi offerti diminuito. Si tratta di un fenomeno che colpisce tutto il mondo dei player OTT, non solo DAZN. Con il diversificarsi delle piattaforme e dei canali, cambiano anche le modalità degli atti di pirateria. La divisione antipirateria di DAZN e i suoi partner stanno già lavorando per fermare migliaia di istanze attraverso operazioni di contrasto, ingiunzioni e una continua innovazione volta a proteggere gli abbonati».

«Riteniamo che sia necessaria una maggiore educazione, soprattutto relativa ai rischi a cui vanno incontro i consumatori che commettono atti illeciti di pirateria, perchè possa aumentare in loro la consapevolezza del danno per loro stessi, ossia impoverimento dei contenuti, e dei serissimi rischi legali in cui potrebbero incorrere. Consapevoli del fatto che non sia possibile eliminare un fenomeno così capillarmente radicato in poco tempo, crediamo che promuovere una cultura antipirateria e sostenere azioni corale condotte insieme agli organi competenti e al Governo possa fare la differenza e incrementare i risultati ottenuti. Continueremo a lavorare per proteggere il valore dei nostri contenuti e del servizio che offriamo e sostenere in maniera attiva la nostra industria», ha aggiunto.

Intervenuto anche Romano Righetti, General Counsel di DAZN Italia che sottolinea: «Il Governo insieme alle Forze dell’ordine e a tutti i membri dell’industria audiovisiva sportiva (titolari dei diritti, broadcaster e distributori) dovrebbero rafforzare in modo adeguato e proattivo la loro cooperazione alla luce dell’attuazione di un’azione di contrasto alla pirateria più forte e più ampia, anche attraverso un’azione corale. La pirateria è un fenomeno che può essere contrastato o, quanto meno, mitigato in modo significativo facendo leva su tutte le competenze tecniche disponibili all’interno delle aziende private in modo coeso, grazie alle straordinarie capacità e ai poteri degli organi investigativi competenti e specializzati dotati di strumenti sofisticati e più efficaci».

 

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