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Il logo della Rai (Image credit: Depositphotos)

Al mondo ci sono quattro o cinque modalità differenti tra loro per la riscossione del canone televisivo, e il governo guidato dal premier Mario Draghi dovrà individuarne presto uno efficace. L’Unione europea ha chiesto all’Italia di eliminare il canone dalla bolletta elettrica perchè considerato come intruso e il governo è ormai orientato ad accontentarla.

E’ stato infatti accolto, secondo quanto riportato da La Repubblica, un ordine del giorno della deputata Maria Laura Paxia (Gruppo Misto) che impegna l’esecutivo ad alleggerire la bolletta della luce dal canone televisivo. Tornare al vecchio modello farebbe crollare la Rai, per questo motivo è utile guardare altrove e prendere spunto.

In Francia, per fare un esempio, il canone televisivo viene pagato come tassa aggiuntiva sulla prima casa, con versamento di un importo da 138 euro (contro i 90 italiani) da effettuare tra il 15 e il 25 novembre di ogni anno. Per questo motivo, nel nostro Paese l’imposta televisiva potrebbe diventare una voce del 730.

Il governo Draghi sceglierà, probabilmente, con la prossima Legge di Bilancio. A dicembre il Paese sarà ormai vicino alle elezioni politiche del 2023. E i partiti vigileranno su ogni nuova spesa prenda forma a carico delle famiglie e sul suo impatto simbolico. Tassare la casa alla francese o l’automobile (come fanno in Israele) sarebbe altamente impopolare.

Più neutro è il sistema delle Nazioni scandinave come Svezia, Norvegia e Finlandia, di Belgio e Olanda, e della stessa Spagna. A queste latitudini, il canone non c’è più. Lo Stato decide quanti soldi siano necessari alle reti pubbliche e glieli assegna direttamente. Sono sempre le famiglie e le imprese a pagare, versando le tasse generali dell’anno, ma non ne hanno la percezione.

In Italia, la Rai sarebbe destinataria di un assegno statale che – dal 2019 – si attesta intorno ai 1.630 milioni. Lo schema di gioco permetterebbe a Viale Mazzini di sconfiggere l’evasione del canone speciale. È l’imposta, largamente ignorata, che farebbe capo a uffici pubblici, aziende, ristoranti, hotel. Nel 2019, la Rai ha incamerato 85,1 milioni di canone speciale. Nel 2020, primo anno della pandemia, solo 61.

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