Pagliuca impegno Atalanta
(Foto: Maddie Meyer/Getty Images)

Il co-proprietario dei Boston Celtics e nuovo socio dell’Atalanta Stephen Pagliuca sarebbe in corsa come potenziale acquirente del Chelsea. Secondo quanto appreso da Sky News, il presidente del fondo di private equity Bain Capital ha presentato un’offerta per il club londinese entro i termini stabiliti e potrebbe mettere le mani sui Blues.

Non è chiaro se Pagliuca abbia fatto un’offerta da solo o se in collaborazione con qualche partner. In ogni caso, qualora non dovesse essere incluso nella rosa di offerenti che dovrebbe essere selezionata a breve da Raine Group (la banca d’affari che gestisce la vendita del club), Pagliuca potrebbe cercare di collaborare con uno dei restanti consorzi.

Per il momento, da Pagliuca e da Bein Capital non sono arrivati commenti, ma l’imprenditore sarebbe in corsa. Si tratterebbe in ogni caso di un’altra operazione di alto livello nel mondo del calcio, con l’ingresso del dirigente nella Premier League inglese dopo quello in Serie A con l’Atalanta.

A metà febbraio Pagliuca ha guidato il gruppo di investitori che è entrato nel club bergamasco con una quota complessiva del 55% nel capitale de La Dea Srl, sub-holding della famiglia Percassi detentrice di circa l’86% del capitale sociale dell’Atalanta. Proprio questo accordo – secondo il Telegraph – pone una questione importante sulla compatibilità con l’eventuale acquisto del Chelsea.

Le norme sulla “multi-club ownership” presenti all’articolo 5 del regolamento UEFA della Champions League indicano che «nessuno può essere coinvolto simultaneamente, direttamente o indirettamente, a qualsiasi titolo nella gestione, amministrazione e/o prestazione sportiva di più di un club che partecipa a una competizione UEFA per club».

Inoltre, «nessuna persona fisica o giuridica può avere il controllo o l’influenza su più di un club che partecipa a una competizione UEFA per club, essendo tale controllo o influenza definiti in questo contesto come:

  • detenere la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti;
  • avere il diritto di nominare o revocare la maggioranza dei membri dell’organo di amministrazione, direzione o controllo del club;
  • essere azionista e controllare da solo la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti in virtù di un accordo stipulato con altri azionisti del club;
  • poter esercitare con qualsiasi mezzo un’influenza determinante nel processo decisionale del club».

Dunque, in caso di buon esito nel processo di acquisizione del Chelsea, potrebbe porsi il problema della contemporanea partecipazione di Atalanta e Chelsea alle prossime edizioni delle competizioni UEFA, in primis la Champions League, torneo nella quale la Dea ha toccato le tre presenze nelle ultime tre stagioni calcistiche.

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