Juventus operato caso plusvalenze
Lo stemma della Juventus (Image credit: Depositphotos)

La «manovra stipendi» della Juventus è entrata nel mirino della procura di Torino. La Guardia di Finanza, su indicazione dei Pubblici Ministeri, ha eseguito una serie di perquisizioni nel capoluogo piemontese, a Milano e a Roma. Si tratta di uno sviluppo dell’indagine sulle plusvalenze che lo scorso inverno aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati dei vertici del club bianconero.

Questa volta il faro è stato acceso sull’espediente contabile che, secondo quanto era trapelato sulla stampa all’epoca dei fatti, era stato preso per scongiurare gli effetti della crisi economica che si era abbattuta sul mondo del calcio a causa della pandemia: il differimento all’esercizio successivo delle retribuzioni dei giocatori relative a quattro mensilità.

I magistrati vogliono capire se la procedura seguita è stata corretta dal punto di vista contabile. La loro idea è che riduzioni e integrazioni siano state concordate contestualmente. Tuttavia, le due voci risulterebbero sistemate in due bilanci diversi: nel primo sono state inserite le riduzioni, con il conseguente abbattimento dei costi relativi al monte stipendi, e in quello successivo le integrazioni. Procedura scorretta, secondo gli inquirenti, perché la società sapeva con largo anticipo che avrebbe dovuto pagare gli atleti.

Dalle carte delle indagini, risulta che i Pubblici Ministeri che indagano sulla Juventus si sarebbero imbattuti nella «prassi di custodire all’esterno della sede alcuni documenti riservati poi destinandoli alla distruzione una volta esaurita la funzione di garanzia». Di qui le perquisizioni negli studi legali che «si sono interfacciati con i dirigenti della Juventus per le posizioni sui singoli giocatori ricevendo anche le bozze poi concordate e sottoscritte».

I magistrati – come noto dalle indicazioni già emerse nel recente passato – si sono interessati anche a una presunta scrittura privata fra la Juventus e Cristiano Ronaldo di cui avevano trovato traccia in una intercettazione ma che, allo stato delle indagini, non sarebbe ancora emersa.

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