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(Foto: Andrea Staccioli / Insidefoto)

I club di Serie A hanno deciso di non tesserare i calciatori provenienti da Russia e Ucraina fuori dalle consuete finestre del mercato dei trasferimenti. Secondo quanto appreso da Calcio e Finanza, in una riunione svoltasi nei giorni scorsi, le società hanno deciso tramite un “gentlemen agreement” di non ingaggiare giocatori provenienti dai club dei due Paesi.

La possibilità – a seguito del conflitto in Ucraina – era stata offerta dalle nuove disposizioni FIFA relative alla sospensione dei contratti tra giocatori/allenatori e club, che sono affiliati alla Federcalcio ucraina (UAF) e alla Federcalcio russa (FUR). Tuttavia, le 20 società del massimo campionato italiano hanno optato per non sfruttare questa chance, al fine di non alterare l’integrità della competizione a mercato chiuso.

In particolare, le nuove regole stabilite dall’organo di governo del calcio mondiale permettono fra l’altro ai calciatori in questione di giocare per un altro club fino al 30 giugno 2022. Anche la Premier League, secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Times, ha deciso di chiudere a questa opzione con motivazioni sostanzialmente simili.

La sua posizione fa intendere che, poiché alcuni club hanno già squadre al completo, non potrebbero ingaggiare nuovi calciatori e questo li metterebbe in svantaggio rispetto a coloro che potrebbero giovare dei nuovi acquisti in un momento critico della stagione. Tra le maggiori leghe, la Liga spagnola ha aderito e le sue società potranno dunque tesserare i calciatori in uscita da società russe e ucraine.

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