Ryan e Alan Friedkin (copyright: Antonello Sammarco Image/via Onefootball)

«Gli investitori americani comprano club italiani per due ragioni: costruire stadi di proprietà e per trarre profitto da un business ancora poco sfruttato, soprattutto dal punto di vista dei diritti tv. Il caso dell’Atalanta prova che anche squadre con una base di tifosi contenuta possono avere un grande appeal all’estero» dice Claudio Sottoriva, professore di Economia aziendale alla Cattolica di Milano specializzato in management dei club calcistici.

L’Atalanta si aggiunge alla lista di squadre italiane con proprietà americane, composta da Bologna, Fiorentina, Roma, Venezia e Spezia. Poi ci sono i casi di Milan e Genoa, possedute da fondi d’investimento: i rossoneri sono controllati da Elliott dal 2018, per effetto di un credito non rimborsato dal cinese Yonghong Li.; i rossoblù, a settembre, sono passati al fondo 777 Partners. In Serie B, come spiegato da La Repubblica, si aggiungono alla lista squadre come il Parma di Krause e la Spal di Tacopina.

Il calcio italiano è una miniera d’oro, come certificato da l’Annual Review of Football Finance di Deloitte, che identifica un ambito di possibile crescita proprio nella «storica mancanza di investimenti negli stadi» e quindi nei conseguenti «ricavi da match day relativamente bassi». Per ora, chi è arrivato dall’America ha bruciato parecchi soldi, smarrendosi nel deserto di vincoli e burocrazia: Rocco Commisso, a Firenze, ha speso 314 milioni di euro dal 2019, sognando invano di costruire un nuovo stadio. A Roma, i Friedkin hanno speso 335 milioni di euro; Elliott, invece, ha già sborsato 833,25 milioni, a cui vanno sottratti i 128 dei due bond emessi nel 2017. L’obiettivo è vendere il club a un prezzo maggiore di quello pagato: una prospettiva realistica, ora che il Milan è tornato in Champions e dopo che il Comune di Milano ha concesso il primo via libera alla costruzione del nuovo stadio in condominio con l’Inter.

In casa Spezia, Platek ha già pompato una decina di milioni. A Bologna, Saputo ha immesso dal 2014 oltre 200 milioni, ripianando le perdite complessive a bilancio per 174. Stessa cifra immessa da Kyle Krause, presidente del Parma. In totale, gli americani hanno iniettato nel calcio italiano circa 2 miliardi, cifra destinata a impennarsi con i 275 milioni che Stephen Pagliuca investirà sull’Atalanta.

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