Il patron del Vicenza Renzo Rosso (copyright: Andrea Ninni/Image/Insidefoto)

È Renzo Rosso il protagonista della nuova puntata del secondo ciclo di “Vite – L’arte del possibile”, in onda su Sky TG24 mercoledì 9 Febbraio alle 20.45, su Sky Arte sabato, 12 Febbraio alle 10.40 e disponibile On Demand.

L’incontro con il celebre creatore del marchio Diesel e fondatore del Gruppo Otb – Only the brave – che racchiude molte altre realtà imprenditoriali (come i brand Maison, Margiela, Marni e Viktor&Rolf, oltre che le aziende Staff International, Brave Kid e Jil Sander), nonché patron del Vicenza Calcio, è l’occasione per parlare, fra l’altro, della scelta di lavorare nel mondo della moda (“E’ stato un caso, non avevo passioni particolari”), delle origini del suo successo (“Ho sempre fatto cose difficili prima degli altri. Di quelle familiari. E del suo stile di leadership.

Per quanto riguarda invece il futuro della propria azienda, oltre agli investimenti in start-up tecnologiche in diversi settori merceologici, afferma di aver “già tracciato la nostra successione e prestissimo ci quoteremo. È un’impresa molto strutturata con persone veramente molto brave e anche la famiglia – con i primi tre figli – sta prendendo il suo ruolo”, anche se è consapevole che “il nome Rosso non li aiuterà in quello che fanno, quindi devono essere più bravi degli altri per avere successo” e che “il successo non è mai di una persona, ma di una squadra e penso che siamo stati una bellissima squadra, lo siamo ancora e tutti insieme abbiamo fatto qualcosa di speciale”.

A proposito dell’incarico che ricopre in Confindustria (Delegato del Presidente per eccellenza, bellezza e gusto dei marchi italiani), Rosso si augura di riuscire a portare a galla tutta la creatività e la bellezza che l’Italia possiede, grazie anche al fatto che “oggi abbiamo finalmente anche un governo forte, che il mondo ci sta invidiando, e lavorando insieme possiamo tirare fuori la forza di questo paese perché siamo davvero un popolo speciale”. L’imprenditore è anche un sostenitore della digitalizzazione per tutte le aziende, e nel corso dell’intervista mette in evidenza come in particolare al suo settore la svolta digitale abbia dato tanto:

“Oggi – spiega – arriviamo a creare collezioni con un avatar, dove il prodotto viene realizzato solo se ci sono le vendite” generando quindi “meno emissioni di CO2, meno trasporti, meno consumi, meno spreco. Direi che tutto questo sta dando una grande mano alla sostenibilità per fare delle aziende diverse, delle aziende migliori, delle aziende tutte più proponibile alle nuove generazioni”.

Più cauto invece, in merito allo smart working, pur con gli innegabili vantaggi per aziende e lavoratori, sostiene infatti che “è bello lavorare da casa, le aziende sprecano meno, producono meno emissioni di CO2 ma – evidenzia – il rapporto fisico è fondamentale, toccare le cose nel nostro mestiere dà il vero metro di misura di quello che stai facendo”.

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