FIGC accordo Asl
(Foto: Vincenzo Lombardo/Getty Images, via Onefootball)

Il trend ormai è chiaro. La Lega Serie A non ha intenzione di decidere sui rinvii delle partite condizionate dai casi di positività al Coronavirus, e così la palla è passata nelle mani delle Asl. Una situazione che mette a rischio diversi incontri della giornata che andrà in scena domani, ma che per il momento non può offrire certezze su chi potrà scendere in campo o meno.

Per riportare un po’ di ordine nel caos, la FIGC cerca da mesi un dialogo con il sistema sanitario – spiega Il Corriere dello Sport –, che tramite le sue ramificazioni sul territorio ha il potere di impedire gli spostamenti. Se la Asl blocca una squadra, non ci sono test che tengano. Il presidente federale Gravina avrebbe trovato una sponda nel ministero della Salute per una mediazione, ma un’intesa vera e propria appare ambiziosa.

Dal momento in cui si tratta di questioni di sicurezza, il calcio passa in secondo piano, e neanche l’obbligo – a meno di chiarimenti diversi – di Green pass rafforzato a partire dal prossimo 10 gennaio 2022 può scongiurare un rischio rinvio.

I tentativi della FIGC di una mediazione, del resto, sono legati anche alle difficoltà attraversate in questi ultimi due anni dall’industria calcistica, sull’orlo del default a causa della pandemia. Fermarsi ancora sarebbe un danno enorme, con passi indietro evidenti dopo le misure introdotte con la legge di Bilancio, dall’apprendistato alla sospensione dei versamenti per i club fino ad aprile 2022 con rateizzazione degli oneri fiscali e contributivi.

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