Sabatini plusvalenze
(Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images)

L’ex direttore sportivo di Roma e Bologna Walter Sabatini ha rilasciato questo pomeriggio un’intervista ai microfoni di Radio Radio. Sabatini ha parlato del campionato, ma anche della questione plusvalenze e del suo passato alla Roma, rispondendo anche a una domanda sulla possibilità di tornare in giallorosso e sul perché del “no” al nuovo Genoa di 777 Partners.

«Guardo tutte le partite, in particolare il Bologna perché è la mia squadra fino al 30 giugno. Fino a un mese fa ho puntato sul Napoli per lo scudetto e confermo la mia idea. Ora hanno tanti infortuni, ma Spalletti troverà una soluzione. L’Inter in questo momento è felice, il Milan può restare in vetta fino alla fine. Il campionato è vivo e stimolante. La Juve? Non ha ancora trovato un canovaccio giusto, ci sono discontinuità in campo, ma è anche una conseguenza dell’abbandono di Ronaldo», ha esordito sulla Serie A.

Poi, sulla Roma Sabatini dice che «è poco elegante per me parlarne, ma a mio avviso manca il collagene, gioca brandelli di partita alla grande e brandelli no. La società deve avere un rapporto primario. Non so quant’è la forza di Pinto nello spogliatoio né nei confronti di Mourinho. Io sono tifosissimo della Roma, è stata la mia vita. Vincere a Roma complicato? Nei miei anni perché c’era la Juve che faceva 102 punti… L’ambiente è difficile, ma l’ambiente siamo tutti noi».

Inevitabile poi un passaggio sul tema plusvalenze, molto dibattuto a seguito dell’indagine della Procura di Torino sulla Juventus: «Mi compiaccio delle mie e delle nostre plusvalenze, quelle della Roma sono state sempre nette e pulite, reali. Me ne compiaccio oggi perché vedo che tante erano truccate, come scopro oggi. Il calcio non si fermerà per questo, basta che ci siano le sanzioni che ci devono essere».

Poi, una battuta sulla possibilità di approdare al Genoa: «Non vado al Genoa perché non c’è identità di vedute nella gestione del club, quindi è una cosa che non posso e non voglio fare». Mentre su un eventuale ritorno a Roma, Sabatini chiude così: «Domanda retorica. Ci tornerei, ma nessuno pensa di farmi tornare. E non c’è mai stato un riavvicinamento nei miei confronti, perché ormai il calcio sceglie i dirigenti con gli algoritmi. Ci devo convivere, ma non voglio essere codificato e vittima di un algoritmo».

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