Scontro Danimarca Superlega
Il logo della Super League

Un progetto «accantonato», con effetti tuttavia sul bilancio al 30 giugno 2021. È questo il quadro della situazione in casa Milan sul progetto Superlega, alla luce di quanto scritto sul bilancio della società rossonera.

“In data 17 aprile 2021, A.C. Milan (di seguito “la Società”) e altri undici clubs (i “Club Fondatori”) hanno formalizzato un accordo (l’”Accordo Originario”) per la creazione, subordinatamente all’avveramento di talune condizioni sospensive, di una competizione europea a venti squadre chiamata “Super League” (la “SL”) alla quale la prima squadra di AC Milan avrebbe preso parte in via permanente quale club fondatore”, si legge nel documento.

“In data 18 aprile 2021 la Società, insieme ad altri otto Club Fondatori, è divenuta socia, tramite sottoscrizione di un aumento di capitale e versamento di un importo di 200mila euro, della European Super League Company S.L.U. (la “SL Company”), ossia della società di diritto spagnolo costituita allo scopo di far nascere e di gestire la prospettata SL. Successivamente, come previsto negli accordi tra i Club Fondatori, la Società ha effettuato un ulteriore versamento a patrimonio netto della SL Company pari a 1,8 milioni di euro”.

Il club rossonero ha così inserito, tra le “Società consolidate con il metodo del patrimonio netto”, anche la European Super League Company, con un capitale sociale riferito pari a 2 milioni e una quota del 9,09%: si tratta di una società “costituita in data 17 aprile 2021 e alla data del presente bilancio consolidato non risultano disponibili le informazioni relative allo Stato Patrimoniale (in particolare al Patrimonio Netto al Capitale Sociale) e al Conto Economico della medesima”, spiega il Milan nel bilancio.

“In seguito all’annuncio pubblico del progetto della creazione della SL la U.E.F.A., nonché altri organi sportivi affiliati alla UEFA, hanno espresso la propria contrarietà alla creazione della SL e hanno pubblicamente annunciato l’adozione di sanzioni disciplinari nei confronti dei Club Fondatori”.

“A seguito dell’avvenuta risoluzione (termination), secondo le modalità previste nell’Accordo Originario, del progetto della SL e dello stesso Accordo Originario, la Società (insieme a taluni altri Club Fondatori) ha raggiunto con la U.E.F.A. una definizione bonaria della vicenda (l’”Accordo UEFA”) e in tale ambito la Società ha assunto taluni impegni nei confronti della U.E.F.A. tra cui quello di corrispondere alla U.E.F.A. Foundation For Children, unitamente agli altri club firmatari dell’accordo con la U.E.F.A., un importo complessivo pari a 15 milioni di Euro, suddiviso tra i vari club pro rata, entro 12 mesi dalla sottoscrizione dell’accordo. Sulla base di tale accordo la Società ha anche acconsentito a che la U.E.F.A., nella prossima competizione U.E.F.A. alla quale la Società dovesse qualificarsi (rimanendo inteso che la prima stagione utile a tal proposito sarà la stagione 2023/2024), trattenga il 5% dei ricavi spettanti alla Società in relazione a tale stagione”.

“A seguito del raggiungimento dell’Accordo U.E.F.A. la Società ha appreso da fonti pubbliche che il Tribunale Commerciale di Madrid ha emesso un provvedimento provvisorio, nel contesto di un giudizio pendente avanti a tale Tribunale, che ha ordinato alla UEFA, inter alia, di annullare certi aspetti delle obbligazioni assunte nei propri confronti dai club firmatari dell’Accordo UEFA”, conclude il Milan.

Come spiegato dal presidente Paolo Scaroni, il progetto per la società rossonera è «accantonato, anche se rimangono i problemi che gli avevano dato luogo. Oggi abbiamo un passaggio chiave sulle norme legate alla concorrenza, il dilemma che dovrà sciogliere la Corte di Giustizia dell’Ue è capire se è possibile che UEFA e FIFA agiscano siano come organi regolatori che giudicanti. Noi ci auguriamo che vengano fatti interventi per consentire un riequilibrio economico».

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