Il logo del Barcellona (Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

Il Barcellona nel marzo 2021 era “tecnicamente fallito”. Lo ha spiegato la stessa società blaugrana, mettendo nel mirino la precedente gestione del club catalano. L’ad Ferran Reverter, nel corso di una conferenza stampa, ha infatti presentato i dati di una due diligence che la gestione Laporta ha commissionato a Deloitte per analizzare la situazione economica del Barça al marzo 2021, partendo dai dati delle stagioni 2018/19 e 2019/20. Una analisi che ha rivelato dei conti disastrati lasciati in eredità dall’era Bartomeu.

Reverter ha sottolineato che “la gestione del precedente board è stata disastrosa”, in particolare per una impennata dei costi a livello sportivo: “Sono stati acquistati giocatori senza sapere se avrebbero potuto pagarli”, ha spiegato il ceo blaugrana.

“Il nuovo Consiglio di Amministrazione e il suo nuovo assetto esecutivo hanno incontrato una situazione economica e finanziaria caratterizzata da un patrimonio netto negativo e in una situazione tecnicamente di fallimento; debiti e passività per 1,35 miliardi di euro, con urgenti necessità di rifinanziamento; flusso di cassa operativo nullo, con difficoltà a far fronte alle buste paga; il mancato rispetto diffuso degli indici finanziari, limitando l’iscrizione di nuovi giocatori e il processo decisionale; strutture deteriorate e un Camp Nou in situazione precaria; un progetto Espai Barça sottovalutato con gravi carenze; e una mancanza di governance e controllo interno, che ha reso difficile il controllo e la gestione dell’istituzione”, spiega il Barcellona in una nota.

In particolare, l’analisi ha mostrato negli ultimi anni:

  • un aumento del 61% del monte ingaggi (tanto che se fossero stati mantenuti gli stessi costi del 2020/21 anche nel 2021/22 gli stipendi avrebbero rappresentato il 108% dei ricavi)
  • un aumento del 56% delle spese amministrative,
  • oneri finanziari moltiplicati per sei volte.
  • un indebitamento finanziario netto aumentato di 514 milioni dal giugno 2018 a marzo 2021 (da 159 a 673 milioni)
  • differimento di stipendi per 389 milioni
  • cause in corso con rischio probabile per 91 milioni
  • passività relative a Espai Barça per56 milioni;
  • l’anticipo di parte dei diritti tv per la prossima stagione per 79 milioni.

“Il piano di rimborso di queste passività rende palesemente chiaro che tra marzo 2021 e giugno 2022 il club dovrà fare i conti con pagamenti pari a 470 milioni, il 35% del debito totale”, aggiunge il Barcellona.  Per questo, la nuova gestione Laporta ha messo in piedi diverse manovre, a partire una operazione di rifinanziamento del debito per oltre 670 milioni di euro.

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