Superlega giudice Corte Giustizia
(Foto: Mike Egerton, via Onefootball)

Cambia il terreno dello scontro tra Uefa e Superlega, che si sposta su quello della Corte di giustizia dell’Unione europea. Il tribunale che ha il potere di cambiare per sempre il volto del calcio oppure di giudicare infondato il ricorso del giudice spagnolo che accompagna in campo giudiziario la ribellione al sistema di Real Madrid, Juve e Barcellona.

Dopo che la UEFA ha annullato i procedimenti aperti nei confronti delle tre società, ha cancellato gli accordi volontari con gli altri nove club e ha ricusato il giudice di Madrid, ora a mettersi in movimento è stata la Corte di Giustizia dell’Ue, che – scrive La Gazzetta dello Sport – ha nominato giudice relatore e avvocato generale.

I tempi sono stati lunghi ma alla fine la Corte del Lussemburgo ha deciso di decidere, non giudicando manifestamente infondato il ricorso del giudice Ruiz de Lara di Madrid secondo il quale la posizione di “monopolio” della UEFA contrasta le leggi europee della libera concorrenza.

Nessuna procedura d’urgenza però. Sono stati scelti il giudice relatore, il ceco Jan Passer, 47 anni, e l’avvocato generale, il greco Athanasios Rantos, 68, entrambi alla Corte del Lussemburgo da fine 2020. La prima scadenza è metà ottobre: tutte le parti interessate, anche gli Stati, presenteranno memorie che il giudice sintetizzerà e presenterà alla Corte. L’avvocato presenterà le sue conclusioni. Per i tempi – spiega La Gazzetta – bisognerà attendere almeno il 2023.

Come detto, la battaglia tra Nyon e Madrid aveva portato all’annullamento dei procedimenti disciplinari contro i tre ribelli e delle sanzioni (15 milioni totali più il 15% dei premi UEFA) ai nove club che avevano siglato accordi volontari.

La Federcalcio europea ha successivamente fatto domanda di ricusazione dello stesso giudice per “significative irregolarità” nel procedimento, compresi tempi con i quali ha rigettato il ricorso UEFA di quasi 1600 pagine: meno di 24 ore.

Infine, l’ultima novità da The Guardian. Secondo il quotidiano inglese, quattro club pentiti di Premier (City, Chelsea, Arsenal e Tottenham), rimasti nella società Superlega, composta ancora da dodici membri, starebbero cercando di convincere Real, Juve e Barça a dissolvere la società e comunque a convocare un board per desistere dall’azione legale spagnola. Se questo accadesse, cesserebbe di fatto il ricorso all’Ue.

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