World Football Summit programma
(Foto: Imago Images, via Onefootball)

Il World Football Summit tenutosi la scorsa settimana al Wanda Metropolitano è stata un’occasione unica affinchè i vari player nel calcio -squadre, procuratori, federazioni, società finanziarie, banche, aziende fintech, università, business school – potessero incontrarsi e discutere su quali siano i temi più importanti dell’industria del pallone.

Molti infatti sono stati gli interventi di grandi personaggi del settore durante l’evento, del quale Calcio e Finanza è stata orgogliosamente media partner assieme a quotidiani prestigiosi quali El Pais e Cinco Dias.

Uno dei temi più dibattuti è stato quello delle infrastrutture, anche perché la kermesse si teneva nel nuovissimo Wanda Metropolitano, la tana dell’Atletico di Diego Simeone.

Gregory Carey, top manager di Goldman Sachs, forte della sua esperienza negli sport americani ha per esempio spiegato l’evoluzione della questione dei naming rights dello stadio. Non conviene più vendere a uno sponsor il nome dell’intero impianto, ma invece appaltare sezioni dell’impianto a diversi sponsor: un gate a una azienda, una gradinata a un’altra e via in questo modo.

«In tal maniera», ha spiegato il banker, «non solo si guadagnano più soldi operando una segmentazione del mercato ma anche non si perde l’identità della società: perché il tifoso del Manchester United vuole andare all’Old Trafford non a un impianto che cambia nome a seconda della compagnia che paga di più per i naming rights».

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Un secondo tema importante è stato quello della preparazione scolastica per diventare dirigenti di società. All’interno del Metropolitano, infatti, erano molti gli stand delle università che nel programma hanno gli studi per diventare manager dello sport: da LaLiga Bsuiness School alla European School of Economics, dall’Università del Madrid alla Johan Cruijff Institute sino al Cies Football Observatory.

L’evento è stata poi un’occasione per confrontarsi con personaggi parte attiva del mondo del calcio, a cominciare dall’ad dell’Atletico Madrid Miguel Angel Gil Marin, che ha definito la Superlega un errore, ma non ha mancato di sottolineare il ruolo di litiganti di UEFA e FIFA, con i club come vittime del sistema.

Tra gli interventi anche quello di Alexandre Dreyfus, ceo di Socios, che durante un panel – al quale ha preso parte anche l’ad di RealFevr Fred Antunes – ha parlato dell’importanza di monetizzare la passione dei tifosi, rendendoli parte attiva del processo decisionale dei club, con strumenti che vanno dai Fan Token agli NFT.

In chiusura, anche un lungo intervento del presidente della Liga Javier Tebas, che in una conferenza stampa si è soffermato su alcuni dei temi più caldi del momento. Superlega a parte, il dirigente ha parlato del nuovo Fair Play Finanziario, dei rapporti con Real Madrid e Barcellona, del Psg e – soprattutto – del Mondiale ogni due anni.

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