Pierluigi Pardo (Copyright: Mourad Balti Touati/LaPresse via Onefootball)

Pardo-Mediaset, storia di un’amore finito male. Il telecronista si è concesso ad un’intervista al Foglio, all’interno della quale ha parlato di diversi argomenti, dalle recenti Olimpiadi fino ad arrivare alle prospettive per il calcio in streaming, soffermandosi in maniera particolare sulla fine del rapporto con il Biscione.

Sull’esperienza con Mediaset, Pardo ha parlato di “un’esperienza bellissima. Ho lavorato per 11 anni in un ambiente speciale. Sono grato delle opportunità che mi sono state date. Penso di essermela cavata bene, ma so anche di aver goduto di libertà e fiducia da parte dell’editore. Cosa niente affatto scontata. Ho conosciuto persone straordinarie e continuerò a voler bene a questa azienda”.

Il telecronista ha quindi fatto un riassunto delle vicende estive: “In estate non c’è stato con Mediaset nessun contratto firmato e nemmeno accettato informalmente. Avrei voluto continuare a lavorare anche per Dazn come avevo fatto negli anni precedenti: mi aspettavo il via libera da Mediaset, ma non è mai arrivato”.

Infine, Pardo ha detto la sua sul calcio in streaming: “Siamo pronti, tutto il mondo sta andando in questa direzione. E mi piace pensare che il calcio possa contribuire alla digitalizzazione del paese Dazn è bella perché è giovane ed entusiasta, flessibile e accessibile. Tre anni fa molti non sapevano come pronunciare quelle quattro lettere, adesso siamo chiamati a una grande sfida”.

“È bellissimo, oltre alle dirette ci sono dei contenuti originali fantastici come quello dedicato a Massimo Moratti in uscita adesso. C’è un team giovane, la squadra dei talent si è rafforzata moltissimo. E c’è un management con una forte sensibilità femminile che aggiunge talento e secondo me è alla base del successo di questi anni” ha concluso Pardo.

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