Calvarese dimissioni Aia
(Foto: Imago Images, via Onefootball)

L’arbitro Gianpaolo Calvarese lascia l’Aia per «motivi personali». Lo ha fatto sapere lo stesso direttore di gare in una lettera di dimissioni recapitata ai piani alti dell’Associazione italiana arbitri, guidata dallo scorso febbraio da Alfredo Trentalange.

Una decisione, quella di Calvarese, del tutto inattesa dai vertici dell’Aia, tanto che l’arbitro abruzzese era rientrato, poche settimane fa, nell’organico della Can ora diretta da Gianluca Rocchi, nonostante i limiti di età raggiunti per lo slittamento di un anno dei termini legati a una direttiva temporanea dovuta al Covid.

Calvarese, spiega La Gazzetta dello Sport, non avrebbe parlato personalmente con il presidente dei fischietti Trentalange, che viene descritto dispiaciuto per la defezione. Questo perché l’arbitro viene considerato uno dei più esperti a disposizione di Rocchi, che diventano 48 per la A e la B, dopo il suo passo indietro e la squalifica decisa in primo grado di La Penna e Pasqua per la vicenda dei rimborsi.

Pur non avendo mai raggiunto lo status di internazionale, Calvarese militava in A dal 2008-09 quando era entrato nel novero degli arbitri delle massime Serie e aveva diretto 156 partite in A. Non senza polemiche, che lo hanno accompagnato fino all’ultima direzione, il 15 maggio Juventus-Inter.

Il futuro di Calvarese sembrerebbe ora prendere la via imprenditoriale, con un suo coinvolgimento diretto nell’azienda di famiglia che, in Abruzzo si occupa di integratori alimentari destinati anche al mondo dello sport.

L’ormai ex fischietto potrebbe così aprire gli orizzonti dell’azienda al mercato del calcio ai massimi livelli – senza il rischio di un conflitto d’interessi –, ma non è escluso che non possa avviare in futuro qualche collaborazione, in veste di consulente o persino di dirigente, con qualche squadra.

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