Volkswagen Lamborghini
(Foto Imago Images, via Onefootball)

Sin dalla fondazione per volere di Adolf Hitler, la storia di Volkswagen è uno dei romanzi più belli mai scritti dall’industria a livello mondiale. E la cosa interessante – racconta MF-Milano Finanza – è che in questi giorni la saga ha rischiato di vedere scritto un nuovo capitolo.

Secondo il magazine britannico Autocar, Volkswagen avrebbe ricevuto una offerta del valore di 7,5 miliardi da parte della società svizzera Quantum Group per Lamborghini, scuderia italiana controllata al 100% da Wolfsburg (tramite Audi) e uno dei principali brand luxury della casa tedesca.

La risposta di Herbert Diess, ceo di Volkswagen, non si è fatta attendere: «Lamborghini non è in vendita». Un “no” che ha molto senso perché il mondo dell’automobile vede con sempre maggior favore l’alto di gamma a scapito del vetture mass-market.

La partita non è tuttavia chiusa, dato che Rea Stark Rajcic, il rappresentante di Quantum, ha confermato che l’offerta è ancora valida. «Naturalmente la nostra proposta è ancora sul tavolo. Abbiamo valutato bene la nostra decisione su Lamborghini e se c’è la volontà di negoziare, noi siamo pronti», le sue parole.

Al di là di come finirà la storia, il punto è però capire chi si cela dietro Quantum Group, società rappresentata da Rea Stark Rajcic, un manager che dal 2016 ha lavora assieme ad Anton Piech con cui ha fondato la Piech Automotive.

Anton Piech non è però una persona qualunque, soprattutto nel mondo Volkswagen. Infatti, è uno dei figli di Ferdinand Piech, il manager scomparso nel 2019 che non solo era il nipote di quel Alfred Porsche cui Hitler aveva affidato la fondazione della società, ma soprattutto è anche stato il vero guru cui si deve la ripartenza di Volkswagen nei decenni scorsi.

Non solo. Nell’organigramma di Piech Automotive c’è un altro nome eccellente dell’universo Vw: ovvero quello di Matthias Mueller, ora presidente di Piech Automotve ma soprattutto ceo del Gruppo Volkswagen tra il 2015 e il 2018, quando prese le redini di Wolfsburg dopo lo scandalo Dieselgate.

Inoltre tra i 20 dipendenti della Piech Automotive ci sono anche manager noti come il chief technology officer Klaus Schmidt, in precedenza chief engineer presso Bmw Motorsport e come chief marketing officer Andreas Henke, che lavorava per Porsche.

Una squadra agguerrita di manager, ex ceo e soprattutto membri della dinastia proprietaria di Volkswagen – spiega MF – che sarebbe pronta ad acquistare Lamborghini e sfilarla proprio dal portafoglio di Wolfsburg.

In ogni caso, anche con l’acquisizione, non vi sarebbe una frattura totale tra Wolfsburg e Lamborghini. La proposta infatti comprenderebbe oltre all’acquisto della Lamborghini, anche una collaborazione strategica tra Quantum Group e Volkswagen e un contratto di cinque anni per la prosecuzione delle attuali forniture, la condivisione delle proprietà intellettuali dei progetti e delle tecnologie elettriche.

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