Salernitana cessione quote
(Foto: Giuseppe Maffia, via Onefootball)

La proposta di un azionariato diffuso per la Salernitana in Serie A. E’ quella che giunge da Luigi Snichelotto, imprenditore, presidente di Assomime (Associazione Mezzogiorno, Italia, Mediterraneo Europa). L’uomo è molto conosciuto per il suo ruolo in McDonald’s: è partner per le province di Salerno e Potenza.

Snichelotto ha però precisato che il passo avanti è a titolo personale, da imprenditore, come figlio adottivo di Salerno e innamorato della città e ha esposto la propria idea in un lungo comunicato stampa. Ricordiamo che con la promozione in Serie A, Claudio Lotito dovrà cedere il club di Salerno (o eventualmente la Lazio) a causa del regolamento sulle multiproprietà della FIGC.

Nel comunicato, dopo una lunga introduzione sul suo rapporto con la città di Salerno, Snichelotto spiega: «Salerno è una città meravigliosa, sanguigna, fatta di gente coraggiosa ed operosa, come insegna la locuzione “macte animo” che contraddistingue il Club.

Quindi, penso e propongo una riflessione, spero non troppo utopica, non conoscendo i termini economici e valutativi della cessione, che ritengo molto onerosi ed alla portata di soli pochi facoltosi ovviamente e lo faccio in punta di piedi e nel totale rispetto dell’attuale proprietà del club e di tutta la sua famiglia, a cui vanno riconosciuti i meriti di questo storico traguardo acquisito alla città, ma semplicemente riflettendo, attenendomi alle regole annunciate della Federcalcio sulla incompatibilità di proprietà contemporanea di due club nella massima divisione.

In sintesi, penso che si potrebbe considerare la possibilità di una partecipazione collettiva dal territorio, per creare tutti insieme un gruppo di persone che possano mettere le proprie disponibilità per raggiungere una cifra che possa consentire l’avviamento e il consolidamento di questa operazione, aiutati da ottime banche locali e presenti in tutto il territorio e, non ultime, le istituzioni che governano il territorio.

Una sorta di azionariato diffuso, con regole, meccanismi ed aspetti organizzativi e gestionali da definire, tutto ciò cercando di recuperare quello spirito di partecipazione sportiva che ci fu insegnato storicamente e che negli ultimi decenni si è andato sempre più sbiadendo, lasciando il posto al denaro e alla speculazione che oramai la fanno da padrone in troppi campi dell’intelletto umano.

Lo vediamo da quanti club, in giro per l’Italia e nel mondo passano di mano verso investitori internazionali che, ovviamente e legittimamente, fanno del profitto il paradigma principale della loro azione. Vogliamo questo? Quindi, tentar non nuoce! È una proposta, nessun velleitarismo personale, ma voglia di partecipazione e condivisione, senza voler speculare o rimetterci soldi ma dimostrare che possiamo essere altruisti e collaborativi fattivi per il fine comune della collettività.

La Salernitana porterà in alto il nome di Salerno, della Campania e del Meridione favorendo lo sviluppo economico, spero per lungo tempo. Sono pronto e propongo un progetto di ampio respiro che cerchi di fare della Salernitana un team competitivo, con una formula “solidale”.

Per questo lancio un appello a tutti gli altri imprenditori salernitani e campani a creare una cordata tesa all’acquisizione del Club: tutti insieme, per rilevare la società. Creare una rete di imprenditori, senza scopi speculativi, ma spinti solo dal senso di responsabilità. Un network fondato sul concetto di solidarietà, di vicinanza alla città, per restituire ai territori parte del sostegno che ciascuno di noi riceve da essi.

Un team coeso, per fare in modo che la vittoria non vada dispersa con possibili acquisizioni estere (come spesso accade nel mondo del calcio), ma rimanga ancorata alla città, al territorio, per preservare l’identità collettiva e la storia della Salernitana, il legame con i tifosi, con il nostro Sud, fondata sui valori imprescindibili dello sport: educazione, rispetto, collaborazione, risultato, integrazione, inclusione ed appartenenza. I risultati, poi, verrebbero da uno spirito di sana competizione, disciplina e costanza, impegno e sacrificio.

Sono consapevole che l’investimento sia importante e non alla portata del singolo investitore, se non in casi diversi dal nostro ed anche connotato da una buona dose di rischio, ma sarebbe un onore partecipare e fare l’impresa, tutti insieme. […] Chiedo agli imprenditori di crederci per dar vita a una cordata virtuosa che possa disegnare il futuro dell’US Salernitana 1919. Insieme possiamo farcela».

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