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Il proprietario del Newcastle United Mike Ashley ha intrapreso un’azione legale contro la Premier League per il suo presunto ruolo nella mancata acquisizione del club da parte del Public Investment Fund dell’Arabia Saudita.

Secondo quanto riporta Sportbusiness, Ashley ha sottolineato che è «tempo per le forze oscure che stanno impedendo a questa squadra di calcio di diventare la società forte che i tifosi meritano di farsi da parte».

Il consorzio interessato a entrare nel club aveva ritirato l’offerta lo scorso anno dopo che il Fondo sovrano dell’Arabia Saudita aveva esaurito la propria pazienza in attesa che si completasse il processo di approvazione. La Premier League stava infatti esaminando una proposta di acquisizione da 300 milioni di sterline da oltre 16 settimane.

Il fondo ha fatto sapere inoltre che anche la pandemia Covid-19 e l’attuale situazione economica hanno contribuito a questa decisione. Il Newcastle ha poi accusato la Premier League di aver agito «in modo inappropriato» nonostante il massimo campionato inglese abbia sempre respinto le accuse.

All’epoca Ashley aveva sottolineato come ai fan venisse «negato ciò che meritano» e ora ha ribadito la sua posizione nella sua ultima dichiarazione, secondo la quale la lega ha violato la legge sulla concorrenza «escludendo nuovi proprietari e investitori nei club».

La trattativa ebbe particolare risalto in passato anche a causa della ferma opposizione da parte di Amnesty International, che aveva specificato come l’Arabia Saudita stesse «cercando di usare il glamour e il prestigio del calcio della Premier League come strumento di pubbliche relazioni per distrarre dalle violazioni dei diritti umani nel Paese».

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