Paratici lascia Juventus
Fabio Paratici, (Foto Luca Pagliaricci / Insidefoto)

Fabio Paratici ha parlato ai microfoni di Sky Sport nel pre partita di Juventus-Napoli. Il Managing Director della Football Area del club bianconero ha toccato tanti temi, a iniziare dalla sfida con i partenopei.

«Mancano dieci partite e sono tutte quante importanti, vale come le altre dieci in un momento del campionato dove andando verso la fine le partite hanno un maggiore peso», ha ricordato.

A proposito di Pirlo, Paratici ha detto: «Noi da 11 anni a questo livello di pressioni ne riceviamo ogni giorno, quando vinciamo gli scudetti o i titoli, figuriamoci quando le cose non vanno come al solito. La stessa cosa vale per Andrea, è da tanti anni a questi livelli, prima aveva responsabilità da giocatore e se ne è sempre prese tante e le ha sempre gestite con grande carattere e capacità».

Sul rendimento dei giocatori: «Quando sono venuto qua 11 anni fa, il primo anno con Gigi Delneri avevamo Bonucci, Barzaghi, Chiellini, tutti mi chiedevano di comprare difensori e andavamo in giro per il mondo e la nostra convinzione era che migliori di questi forse ce ne fossero due o tre, Sergio Ramos, Piqué, via dicendo».

«Poi – ha aggiunto – questa idea si è rivelata corretta perché appunto per 10 anni sono stati credo il reparto migliore del mondo e tra i difensori singolarmente migliori del mondo. Penso che i giocatori che giocano nella nostra rosa sono bravi, competitivi, Rabiot è titolare della Francia, Arthur ha vinto una coppa America con il Brasile, Bentancur ha già giocato due Coppa America e un Mondiale con l’Uruguay e 100 partite con la Juventus. Posso proseguire con McKennie una delle rivelazioni di questo campionato. Io credo che sono stagioni anche un po’ strane dove ci sono tante componenti, dobbiamo anche noi metterci un po’ tutti in discussione».

Su cosa abbia avuto in più di loro l’Inter fino ad ora: «Sono partiti con lo stesso tecnico e una idea di gioco già radicata che era quella della scorsa stagione. Sappiamo come lavora Antonio, è un martello, fa di questa cosa, dell’organizzazione di gioco, uno dei suoi punti di forza e questo è stato un vantaggio molto grande. Tra le squadre di testa siamo state le uniche ad aver cambiato il tecnico, non abbiamo avuto tempo per fare pre campionato, c’è voluto del tempo in più. Abbiamo giocato tantissimo, nel mese di gennaio e febbraio abbiamo giocato 18 partite. Sono tutti elementi per cui si possono fare analisi, ma questa stagione è molto più difficile da analizzare rispetto alle altre».

Sulla Champions: «Noi ci mettiamo in discussione e ci siamo sempre messi in discussione per 10 anni di fila anche quando vincevamo. Le persone vicine a noi sanno benissimo quanta autocritica siamo capaci di fare. Non è perché questo anno abbiamo qualche posizione in meno in classifica, è un metodo di lavoro che abbiamo sempre tenuto».

«Su dove dobbiamo lavorare? Dobbiamo lavorare per migliorarci come abbiamo fatto ogni anno, questo lo vedremo a fine stagione, ne parleremo con l’allenatore come sempre abbiamo fatto e troveremo le giuste misure», ha concluso.

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