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Il banner della Serie A TIM (Photo Cesare Purini / Insidefoto)

L’Autorità garante per le comunicazioni (Agcom) ha deciso di avviare un’istruttoria sul gruppo Telecom Italia (Tim) finalizzata a verificare «l’eventuale sussistenza di effetti distorsivi o di posizioni comunque lesive del pluralismo» nel sistema integrato delle comunicazioni (SIC), anche alla luce dell’«accordo di distribuzione con DAZN che, estendendo la partnership in essere, porta su TIMVISION i contenuti del servizio streaming per i prossimi tre anni».

Lo ha reso noto la stessa Agcom pubblicando la delibera di avvio del procedimento, ai sensi dell’articolo 4-bis, comma 1, del decreto-legge 7 ottobre 2020, n. 125, convertito con modificazioni dalla Legge 27 novembre 2020, n. 159 (cosiddetta “norma salva Mediaset”), sul proprio sito web.

Nei mesi scorsi l’Agcom aveva avviato istruttorie analoghe su Vivendi, primo azionista di TIM con il 23,75% e secondo con il 28,8% di Mediaset (sebbene per il 19,19% spostato nel trust Simon Fiduciaria), e di Sky, a seguito dell’ingresso di quest’ultima nel mercato delle tlc con il lancio di Sky Wifi.

Contestualmente all’istruttoria su TIM l’Autorità garante per le comunicazioni ha anche avviato un’analoga istruttoria su Fininvest, in qualità di holding di controllo del Gruppo Mediaset.

L’accordo Tim-DAZN

Come detto, tra le ragioni che hanno spinto l’Agcom ad aprire l’istruttoria su TIM c’è l’accordo sottoscritto tra la compagnia di tlc e DAZN.

Lo scorso 26 marzo ha infatti annunciato la firma di un accordo di distribuzione con DAZN che, estendendo la partnership in essere, porterà su TIMVISION i contenuti del servizio streaming per i prossimi tre anni.

La collaborazione, che partirà a luglio 2021, comprenderà tutto il catalogo di contenuti sportivi live e on demand di DAZN.

Nel comunicato TIM ha dichiarato che «DAZN, che si è aggiudicata i diritti televisivi per le partite di Serie A per le stagioni 2021-2024, proseguirà la distribuzione delle partite via Internet e ha scelto TIM come partner strategico. Pertanto, TIM si sarà l’operatore di telefonia e Pay Tv di riferimento per l’offerta dei contenuti di DAZN in Italia».

Gli obiettivi dell’istruttoria dell’Agcom su TIM

Con l’istruttoria aperta su TIM, l’authority per le comunicazioni intende accertare «l’eventuale sussistenza di effetti distorsivi o di posizioni comunque lesive del pluralismo» tenendo conto, fra l’altro, dei seguenti aspetti di mercato:

  • Ricavi;
  • Barriere all’ingresso;
  • Livello di concorrenza all’interno nei mercati interessati;
  • Dimensioni di efficienza economica dell’impresa;
  • Sinergie derivanti dalle attività svolte in mercati differenti ma contigui;
  • Indici quantitativi di diffusione dei programmi radiotelevisivi;

I mercati interessati dall’istruttoria dell’Agcom saranno diversi, ma quello più rilevante, anche alla luce dell’accordo tra TIM e DAZN, sembra essere quello dei «servizi di media audiovisivi a pagamento, in ambito nazionale».

Le tempistiche per l’istruttoria dell’Agcom su TIM

Come indicato nel testo della delibera dell’Agcom «il termine per l’adozione del provvedimento finale è di 120 giorni decorrenti dalla data di notificazione del presente provvedimento, prorogabile con atto motivato del Consiglio fino ad un massimo di 60 giorni».

Tutto questo mentre si avvicinano alla conclusione – a metà anno – i sei mesi previsti dalla “salva Mediaset” per permettere a Governo e Parlamento di trovare una norma in grado di colmare il vuoto lasciato dalla bocciatura di Legge Gasparri e Tusmar da parte della Corte di Giustizia Ue.

Agcom, come ha spiegato Il Sole 24 Ore, andrà avanti con le istruttorie comunque fino a conclusione. Difficile però che quantomeno una proroga non allunghi i sei mesi per arrivare a una nuova norma.