Serie A debiti
Il logo della Serie A Tim (Photo by VINCENZO PINTO/AFP via Getty Images)

Piazza Affari appare nervosa, oscillando continuamente a cavallo della parità, con lo spread in rialzo sopra quota 96 punti base. Prosegue la corsa di Tim (+7,6% a 0,41 euro), dopo i conti e il piano strategico al 2023.

Tim (che nei giorni scorsi ha annunciato una partnership con Dazn in chiave diritti tv per la Serie A) ha infatti archiviato il 2020 con ricavi a 15,8 mld (-12,1%) e l’utile netto che sale a 7,2 mld. Il gruppo telefonico nel 2020 ha registrato un ebitda pari a 6,739 mld di euro, in calo del 17,3% rispetto ai 8,151 mld del 2019, l’ebitda organico è pari a 7,1 mld (-5,9%). Nel quarto trimestre l’ebitda è pari a 1,621 mld di euro, in calo dell’1,9%. Il risultato netto nel quarto trimestre si è attestato in forte crescita a 6 miliardi di euro nel quarto trimestre mentre i ricavi di gruppo nel trimestre si sono attestati a 4,1 miliardi di euro (-2,1%).

L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2020 si è ridotto di 4.342 milioni di euro YoY (ovvero 3.299 milioni di euro su base After lease), attestandosi a 23.326 milioni di euro (ovvero 18.594 milioni di euro su base after lease). L’equity free cash flow ha contribuito per 2.414 milioni di euro (1.615 milioni di euro su base after lease). La strategia commerciale implementata negli ultimi due anni ha portato, nel quarto trimestre, alla stabilizzazione dei ricavi da servizi nel segmento del fisso, a fronte di indicatori commerciali in forte miglioramento.

Di particolare rilievo la crescita delle linee fisse retail totali per la prima volta dal 2001 e i primi segnali di razionalità nel mercato mobile. Il numero complessivo delle linee mobili di Tim si è attestato a 30,2 milioni a fine anno, in crescita rispetto al trimestre precedente di circa 5 mila linee, nonostante il lockdown parziale nei mesi di novembre e dicembre. Tornano a crescere le Sim ‘Machine to Machine’ con 103 mila nuove linee. Migliora il trend delle linee ‘human’, riducendo significativamente la perdita di linee e confermando il trend di stabilizzazione in corso.

La ‘number portability’ (ovvero il flusso verso altri operatori, pari a 35 mila linee) registra il miglior risultato dal secondo trimestre 2018. Nel fisso accelera la migrazione della base clienti verso la banda ultralarga, favorita anche dalla maggiore disponibilità di linee nelle aree bianche, nelle quali da marzo 2020 Tim ha aperto 18 mila nuovi cabinet, rendendo disponibile la fibra (FTTx) al 91% delle famiglie italiane con linea fissa. Nel quarto trimestre 2020 sono state attivate 437 mila nuove linee ultrabroadband retail e wholesale (retail +171% YoY), raggiungendo gli 8,6 milioni di unità con un incremento del 24% YoY.

L’ex Fiat che ha connesso Tim e Dazn. I link con Elliott

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