Una telecamera allo stadio (Photo by Marco Rosi/Getty Images)

Nuovo round sui diritti tv, ma con possibile fumata grigia all’orizzonte. Oggi a Milano infatti è in programma l’assemblea della Lega Serie A con al centro le offerte di Sky e Dazn per trasmettere il campionato nel triennio 2021/24: alla vigilia appare però difficile si giunga a una decisione già oggi, considerando quanto sia delicato il tema pure a livello giuridico. È probabile infatti serviranno ulteriori approfondimenti anche per quanto riguarda la possibilità di rimettere in vendita il pacchetto due (quello da tre gare in coesclusiva per cui Sky ha offerto 70 milioni) inserendo anche una partita da trasmettere in chiaro.

Le proposte economiche in questo momento vedono avanti Dazn, con l’offerta da 840 milioni di euro annui per trasmettere 7 match in esclusiva e 3 in co-esclusiva, mentre Sky ne offre 70 per i tre in comune ma soprattutto 750 milioni per tutte le gare con possibile incremento di 50-70 milioni in caso di creazione di un canale light.

Ma il tema ormai non è solo economico. Il tema diritti tv resta incrociato anche coi fondi: accettare l’offerta da parte di una delle due emittenti significherebbe di fatto chiudere la porta alla proposta da 1,7 miliardi per il 10% della Media Company, una trattativa sempre più vicina al naufragio ma per il quale c’è anche chi, come il presidente del Torino Cairo, ha provato a chiedere più tempo. La posizione del patron granata è che, concludendo l’affare sui diritti tv, la nuova Media Company varrebbe più dei 17 miliardi di valutazione iniziale: difficile (se non praticamente impossibile) però che la cordata formata da Cvc, Advent e Fsi possa rivedere al rialzo la prima proposta.

Senza dimenticare, per quanto riguarda il tema delle offerte di Sky e Dazn sui diritti tv, l’aspetto tecnologico: sono diversi tra i club a voler chiedere garanzie a Dazn dal punto di vista della capacità di raggiungere il maggior numero di tifosi. Secondo diverse indiscrezioni, Tim sarebbe pronta a collaborare con Dazn per fornire la struttura necessaria a raggiungere al meglio la maggior parte dei tifosi, senza difficoltà per guardare quindi le partite in streaming.

Un lavoro su cui la stessa Dazn ha tuttavia investito negli ultimi anni, riuscendo ad ottimizzare il proprio segnale (con il rebuffering, ovverosia il blocco dello streaming, ridotto al -0,4%). Secondo alcuni esperti del settore, la rete di telecomunicazioni in Italia è già comunque solida e performante, come dimostrato durante il lockdown. I numeri dell’Agcom parlano di un mercato in cui, sulle 19,5 milioni di linee attive, 16,8 milioni sono legate a Tim: le linee non ancora coperte da banda ultralarga in tecnologia rame sono circa 1,6 milioni (di cui 1,2 milioni coperte dalla tecnologia FWA in Ultrabroadband) mentre il resto lo fa la copertura UBB garantita dal satellite o con un intervento ad hoc con la tecnologia FWA. Secondo alcuni esperti, quindi, la copertura non sarebbe un problema. Resta una piccola minoranza di presidenti ancora convinti che piu’ che i soldi a pesare sia la capacita’ della tv di valorizzare il prodotto.

I due schieramenti, quello ampiamente maggioritario pro-Dazn (in cui farebbero parte alcune tra le big come Inter e Juve oltre alla Lazio di Lotito) e quello pro-Sky, ancora non sembrano aver raggiunto i 14 voti necessari per chiudere la questione già oggi. Anche perché le proposte delle due emittenti scadranno solo il 29 marzo prossimo e per questo è probabile che i club si possano prendere fino all’ultimo giorno disponibile per decidere.