Diritti Tv Serie A estero
Una telecamera allo stadio (Photo by Marco Rosi/Getty Images)

«Il nuovo Bando pubblicato dalla Lega Calcio per le stagioni 21-24 per commercializzazione dei diritti audiovisivi internazionali relativi alle competizioni “Campionato di Serie A”, “Coppa Italia” e “Supercoppa Italiana”, esclude uno specifico pacchetto per le Comunità Italiane all’Estero, sostituendolo con un generico obbligo, a carico del broadcaster che si aggiudicherà i diritti, di commentare le partite trasmesse in modalità OTT anche in lingua italiana».

Lo sottolineano i consiglieri Rai, Riccardo Laganà e Rita Borioni, aggiungendo: «Il tema è stato discusso nell’ultimo cda prima delle festività natalizie con nostra estrema preoccupazione. Il valore non solo sportivo ed economico del campionato di calcio, come simbolo di identità e appartenenza, è riconosciuto da tutti e sancito anche per legge».

«In questo spirito, il pacchetto per le Comunità Italiane all’estero, pur garantendo alla Lega il giusto controvalore economico, consentiva a Rai, attraverso Rai Italia e alla sua distribuzione capillare nelle aree del mondo di maggiore presenza delle nostre Comunità, non solo di offrire agli italiani all’estero un evento sportivo di eccellenza e un’occasione di condivisione e appartenenza, ma anche di soddisfare pienamente quanto stabilito dalla Legge Melandri, che intendeva garantire la massima visibilità degli eventi del campionato ai nostri connazionali lontani», hanno aggiunto.

«L’eventuale perdita dei diritti di trasmissione del calcio – hanno proseguito ancora – costituirebbe un danno enorme sia per Rai sia per il grande pubblico degli italiani all’estero, che fino ad oggi hanno potuto seguire le vicende del campionato attraverso le trasmissioni di Rai Italia».

«Un danno di immagine ed economico davvero preoccupante e da evitare con tutti gli strumenti a disposizione di Rai. Il legittimo interesse della Lega a massimizzare i profitti non può confliggere con i diritti degli italiani all’estero e con il dovere di Rai come Servizio Pubblico di difendere il proprio ruolo nei loro confronti con ogni mezzo e in tutte le sedi opportune».

«Rai Italia e i suoi contenuti sono il nostro biglietto da visita. E’ Rai che si affaccia con i suoi programmi migliori verso le comunità di italiani che vogliono mantenere i contatti con il proprio paese d’origine e farsi raccontare attraverso una programmazione specifica cucita su misura per i nostri connazionali. Chiederemo che il cda venga ragguagliato al più presto, da chi ne ha la responsabilità, sulle possibilità di valorizzare al meglio Rai Italia e poter continuare così a fornire un servizio pubblico all’altezza delle aspettative ai milioni di italiani raggiunti capillarmente in tutto il mondo», hanno concluso Borioni e Laganà.