Stefano Castagna, CEO di Football Capital

AlissonYunus MusahWesley Moraes e Luiz Felipe sono solo alcuni degli atleti che vedono gestire la loro immagine e comunicazione da Football Capital, agenzia fondata nel 2014 e oggi gestita da Stefano Castagna, che ha visto crescere a dismisura la sua notorietà negli ultimi anni.

In questa intervista rilasciata a Calcio e Finanza, Stefano Castagna parla di come è riuscito a costruire una solida realtà nel panorama calcistico internazionale, riuscendo a gestire perfettamente calciatori come Alisson, uno dei migliori portieri in circolazione, ma anche ad espandersi nel cinque continenti. FOOTBALL CAPITAL, che oggi ha uffici a Londra, Brasile, Italia e Svizzera ha cambiato recentemente il logo e il suo slogan per WE PLAY EVERY WHERE. Inoltre, la azienda ha chiuso una partnership commerciale con l’agenzia internazionale di Marketing Sportivo CSM con l’obiettivo di curare il brand e l’immagine dei suoi atleti.

Football Capital si presenta come un’agenzia pronta a crescere ed espandersi, nonostante abbia già grandi clienti, tra cui Alisson, Yunus Musah, Wesley Moraes e Luiz Felipe per quel che riguarda il panorama italiano. Sarà difficile confermarsi e addirittura migliorare. Quali sono i vostri obiettivi da qui ai prossimi 5 anni?

«Noi siamo una realtà nata 5 anni fa e in questi 5 anni abbiamo creato un brand riconosciuto a livello mondiale e questa è una grandissima soddisfazione. La nostra volontà è quella di consolidare il brand e aprire in nuovi mercati importanti con strutture locali come in Russia e in Usa per la MLS».

Da poco avete instaurato una partnership con CSM Sport, agenzia globale di marketing sportivo, brand experience e Sport entertainment. In che modo potrà aiutare ai progetti della vostra agenzia?

«Innanzitutto, è una soddisfazione che una struttura come CSM abbia deciso di fare una partnership con FC, realtà giovane a livello internazionale, vuol dire che siamo sulla strada giusta. Noi vediamo il calciatore come un’azienda individuale. La parte legata al marketing e allo sviluppo del brand del giocatore è di fondamentale importanza ed è un servizio che una realtà come la nostra deve offrire ai propri clienti».

Alisson Becker, il portiere del Liverpool e della nazionale brasiliana è uno degli atleti assistiti da Football Capital (Photo by FRANCK FIFE/AFP via Getty Images)

Quale è l’importanza di una buona gestione di immagine e comunicazione nel mondo di oggi e per i vostri clienti? 

«L’immagine e la comunicazione innanzitutto devono essere supportate dalle prestazioni in campo. Poi il giocatore deve essere proattivo nel voler sviluppare la propria immagine. Io non la vedo come una cosa obbligatoria, ci sono atleti di altissimo livello che non ne vedono una necessità però noi dobbiamo averlo come servizio perché è fondamentale».

Ad esempio, come Alisson: anche prima del suo trasferimento al Liverpool, avete iniziato un progetto comunicativo che poi l’ha portato all’esplosione mondiale. Ci racconti un po’ di questa strategia? 

«Strategia che abbiamo deciso insieme al nostro partner NWS e al ragazzo. Abbiamo cercato di sfruttare l’annata fantastica del ragazzo con un progetto di comunicazione appropriato legato allo sviluppo di “AB1”, trasformandolo in un Superman dei portieri. Servizi con Armani, rivista GQ Brasil, Sportweek, Undici, hanno portato il brand Alisson a essere riconosciuto a livello mondiale. Chiaro che le sue prestazioni sul campo hanno fatto la vera differenza».

Luiz Felipe esulta dopo il gol in Champions contro il Borussia Dortmund allo stadio Olimpico (© Marco Rosi / Fotonotizia)

Quali sono i piani per questi giovani talenti come Yunus Musah e Luiz Felipe: avete in mente un piano come quello di Alisson?

«Sicuramente vogliamo che consolidino la loro performance sul campo, poi in base alle loro richieste e al loro carattere cercheremo di creare il progetto giusto».

Il vostro motto è “We play Everywhere” e sembra essere coerente, vista la rete di giocatori che copre quasi tutto il mondo. Come si gestisce una rete così grande?

«L’idea è proprio quella di una struttura internazionale capace di avere e gestire clienti in tutto il mondo alcuni direttamente alcuni con partner locali. La gestione è una cosa complicata ma la presenza costante sia in prima persona o telefonica non deve mai mancare soprattutto nei momenti più difficili quando non si gioca o il calciatore è fermo per un infortunio. La nostra è una struttura molto presente e deve crescere in questo modo».

Yunus Musah del Valencia CF (Photo by David Ramos/Getty Images)
Yunus Musah del Valencia CF (Photo by David Ramos/Getty Images)

La crisi del Covid ha colpito duramente anche il mondo del calcio e un po’ tutti quelli che lavorano, come gli agenti. Quale sono le strategie per superare questa crisi? 

«Bisogna essere creativi cercare di capire la crisi che veramente è una cosa molto seria i club hanno avuto perdite molto importanti, dunque, anche da parte nostra dobbiamo entrare nell’ottica delle idee che stiamo vivendo una nuova realtà, dunque essere d’aiuto ai club cercando sempre comunque di curare al massimo gli interessi dei nostri atleti».