Dpcm Natale
Giuseppe Conte in Senato il 18 febbraio 2020 (Foto Samantha Zucchi Insidefoto)

Dpcm Natale – Continua serrato il confronto nel Governo sulle misure da adottare durante le feste di Natale (dopo il Dpcm del 3 dicembre), per contenere i contagi da Coronavirus e scongiurare di vanificare tutti gli sforzi fatti fino a questo momento.

Secondo gli esperti, se tra Natale e Capodanno aumenteranno gli spostamenti e i contatti sociali, ci sarà inevitabilmente un’impennata della curva Covid, e il 7 gennaio, quando il Paese si troverà a ripartire con anche il ritorno a scuola degli studenti delle superiori, seppur ridotti, la terza ondata di Coronavirus sarà praticamente certa.

Dpcm Natale – Conte in bilico

Anche il Governo potrebbe risentirne: Conte in bilico, tra possibili rimpasti e rischio di pericolosi passi falsi. Il suggerimento degli scienziati è seguire per tutta Italia il modello delle zone rosse, ma lasciando ai cittadini maggiori possibilità di spostamenti rispetto al lockdown totale della scorsa primavera.

Conte e i suoi ministri non hanno ancora trovato la quadra. Una mozione depositata in Senato sugli spostamenti tra Comuni – scrive quifinanza.it – impegnerebbe il Governo a consentire la possibilità per gli “affetti più stretti” di ricongiungersi nelle giornate del 25, 26 dicembre e 1° gennaio, ma la proposta è lontana dall’impostazione di rigore dei ministri del Pd Franceschini e Boccia.

Sul tavolo c’è anche la deroga sugli spostamenti tra piccoli Comuni, come dovrebbe essere votato in Parlamento mercoledì 16 dicembre. L’ipotesi consolidata nella maggioranza è di concedere l’uscita dal Comune nei giorni festivi per chi abita nei centri sotto i 5mila abitanti, con spostamenti che dovrebbero prevedere viaggi non oltre i 30 km.

Dpcm Natale – I tre scenari possibili

Con 5 Regioni ancora classificate ad alto rischio Covid, il Belpaese non può permettersi di mollare proprio ora. In Germania e a Londra (dove peraltro è stato trovato un nuovo ceppo di Covid-19), da domani, mercoledì 16 dicembre, si torna a misure più restrittive.

Gli scenari di fronte ai quali ci potremmo trovare, e su cui Cts e Governo si stanno confrontando, sono tendenzialmente tre:

  • SCENARIO 1: zona arancione nazionale dal 24 dicembre al 1 gennaio, con chiusura di bar e ristoranti anche a pranzo e lo stop all’uscita dal proprio Comune
  • SCENARIO 2: zona rossa nazionale nei giorni prefestivi e festivi, quindi dal 24 al 26 dicembre, dal 31 dicembre al 1° gennaio e dal 5 al 6 gennaio. Chiudono anche i negozi, oltre a tutte le attività non essenziali. Stop alle uscite di casa se non per i motivi previsti dal Dpcm, cioè salute, lavoro e necessità comprovata;
  • SCENARIO 3: zona arancione nazionale dal 24 dicembre al 6 gennaio, con il rafforzamento del coprifuoco, che partirebbe dalle 20, se non addirittura dalle 18.

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