Morte Maradona
(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

«E’ giusto che la 10 non la indossi mai più nessuno». Parole di Lorenzo Insigne, capitano del Napoli, dopo il match con il Rijeka. Prima della sfida i giocatori sono scesi in campo per il minuto di silenzio indossando la maglia numero dieci per omaggiare Diego Armando Maradona.

Poi la gara, terminata 2-0, disputata in un San Paolo ancor più silenzioso del solito. «E’ da quando si è appresa la notizia della sua scomparsa che c’è un’atmosfera cupa in città», dice Gennaro Gattuso, allenatore degli azzurri.

Maradona, il ricordo di Insigne

Come sottolinea la Gazzetta dello Sport, una parte della critica si era detta favorevole perché Insigne indossasse la numero 10, mai più vestita da nessuno dal giorno del ritorno in serie A del Napoli. Il capitano dei partenopei ha declinato e ieri ha sottolineato: «È giusto che sia rimasta sua. È stato il più grande di tutti i tempi, siamo orgogliosi che abbia giocato nel Napoli, da capitano. Per noi è un orgoglio».

«Diego ha rappresentato tanto per noi napoletani. Ci ha sempre difeso durante il suo settennato e anche quando è andato via, ha sempre portato Napoli e i napoletani nel cuore. Anche noi l’abbiamo sempre portato nel cuore: fa male, è un giorno triste per noi. Ha dato tante gioie a questo popolo, la notizia fa male. Squadra e società si stringono intorno alla famiglia».

Insigne ricorda poi il suo primo incontro con la leggenda argentina: «La prima volta che l’ho visto, è stata un’emozione. Fu al San Carlo, andai ad abbracciarlo dietro le quinte, è quella fu la serata più bella della mia vita».

Maradona, le parole di Gattuso

«Per Napoli, Diego non è stato soltanto il campione che ha vinto, ma è stato soprattutto l’orgoglio di questa città, ne ha rappresentato il popolo in tanti momenti», ha detto Gennaro Gattuso al termine della gara.

«Ho tanti ricordi, ho avuto la possibilità di parlare tante volte con Diego, di cenare due volte con lui. È morto ma non morirà mai. Ha fatto tante cose straordinarie. Ha sbagliato nella vita privata ma per quello che ha fatto resterà sempre vivo. Dispiace, già da ieri quando siamo andati in hotel si vedeva che la città. Dispiace, già da ieri quando siamo andati in hotel si vedeva che la città respirava un’aria diversa. È stata una grande perdita ma Diego non morirà mai. È una leggenda, di un altro pianeta. Gli avrei voluto dare qualche scarpata da giocatore…»

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