Sospensione ammortamenti 2020
(foto Insidefoto.com)

Il destino del calcio italiano è appeso a 300 milioni di euro. Lo riporta la Repubblica, spiegando che i club hanno pochi giorni per pagare gli stipendi del primo trimestre del campionato in corso ed evitare penalizzazioni in classifica, ma la cassa attualmente piange.

Ieri il consiglio federale ha spostato il termine dal 16 novembre al 1° dicembre dando un po’ di ossigeno ai club. La mossa fa guadagnare tempo al calcio, che aspetta solo un intervento del governo per salvarsi: 15 società su 20 hanno difficoltà a onorare la scadenza.

Dopo gli accordi trovati durante il lockdown per congelare alcune mensilità, ci sono club che hanno già spalmato anche gli stipendi di luglio e agosto. Ma ora bisogna pagare e ci sono tre società di Serie A che non hanno ancora versato l’ultimo mese della vecchia stagione, né hanno trovato accordi con i loro tesserati.

In consiglio, lo slittamento è passato con qualche resistenza. Nel frattempo, l’Assocalciatori borbotta, ma qualcosa ha portato a casa: chi guadagna meno di 50 mila euro lordi sarà pagato subito. Una tutela per i calciatori delle serie minori.

La proroga non riguarda però le pendenze relative alla passata stagione: gli stipendi di giugno e, soprattutto, i premi previsti dai contratti, che di regola vengono saldati all’inizio della stagione successiva.

Per chi non dovesse farcela, è prevista la penalizzazione (2 punti per gli stipendi netti e 2 per i contributi). Sarebbe uno scossone in una classifica che attende il verdetto d’ appello (previsto ieri, arriverà in settimana) sui ricorsi di Roma e Napoli contro le sconfitte a tavolino con Verona e Juventus.